venerdì 4 gennaio 2013

Massoneria. Ideale e pregiudizio


Volevo scrivere queste mie riflessioni già diversi mesi fa e ne parlai con Ettore; poi, problemi di salute e l’attualità delle vicende politiche mi hanno portato a pensare ad altro. L’ultimo commento di Carlo Minchiotti ha reso questo intervento imminente e necessario perché io sono un massone. In gergo tecnico sono definibile come massone “in sonno” cioè regolarmente iscritto nelle liste massoniche ma, da due anni, non più frequentatore dei relativi incontri.
La messa in sonno è stata una mia scelta le cui motivazioni non esternerò ma, se vi interessa, dirò il perché sono diventato massone e cosa ho fatto in tale ambito. Verso la fine degli anni novanta, due Avvocati milanesi titolari di uno Studio importante, mi chiesero di collaborare con loro per l’acquisizione di una importante società finanziaria e nacque un’amicizia che mi portò a frequentare i loro ambienti: uno era legato all’Opus Dei e l’altro alla Massoneria. Le mie convinzioni cristiane avrebbero dovuto spingermi più verso l’Opera ma a volte non condivido il radicalismo cattolico e, dall’altra parte, mi vennero prospettati  tre principi sui quali ho sempre fortemente creduto: uguaglianza, fratellanza e tolleranza.
Sono stato così iniziato in una Loggia milanese e dopo tre anni ne sono diventato il “maestro venerabile” assumendo cariche importanti anche nell’ambito della Lombardia. Queste cariche non mi hanno mai dato alcun vantaggio professionale o remunerativo (non ho mai avuto un cliente massone o un società o un ente presentato da un massone) ne mi hanno mai costretto a fare ciò che non volevo fare. L’essere massone ha comportato, per me, impegni di tempo, a volte di denaro nelle associazioni onlus affiliate (Pane quotidiano e Croce verde) e rigore etico nell’affrontare ogni problema sociale.
La mia attività massonica, a parte gli incontri di carattere amministrativo che la mia carica mi imponeva, si esplicava in una riunione rituale mensile dove i segni ed i simboli hanno lo scopo di congiungere i bisogni interiori con l’essere esteriore (lo stesso significato di ogni altra divisa), oltre che riportarci indietro su principi umani che nascono dal passato, e in una riunione mensile al di fuori dei templi e aperta ai non massoni dove venivano invitati personaggi rilevanti per l’argomento che si trattava (dal Prefetto a giornalisti, economisti e docenti). Quest’ultimo tipo di riunione era stata da me voluta proprio per aprire un ponte fra una associazione “chiusa” e il mondo reale perché sono convinto che il solo parlare di principi non serve a niente se non riesci a metterli in pratica nell’ambito sociale in cui vivi.
E’ stato durante gli incontri aperti al pubblico che ho capito quanti pregiudizi esistono intorno alla massoneria e come questi si dissolvono velocemente quando i massoni vengono allo scoperto. La P2 è stata creata da un massone, Gelli, ma, per la gran parte, non era composta da massoni bensì da gente (molti iscritti senza neanche saperlo) che nulla avevano a che fare con i principi massonici; pensate che con l’iniziazione vengono chiesti due Credo fondamentali: non essere ateo e rispettare l’autorità costituita.
E’ vero, molti massoni hanno fatto parte del gota politico ed alcuni si sono macchiati di reati ma molti altri  sono stati protagonisti nelle scienze, nella politica, nell’arte, nella letteratura e anche nella stessa politica e non perché sono o erano massoni ma perché sono uomini. La sola diversità che si può loro ascrivere è la voglia di riunirsi con persone che, come loro, vogliono sentirsi libere e, nello stesso momento, parte integrante di una società che dia importanza alla dignità umana ed individuale.
Quindi caro Carlo, non additarli come peste da evitare perché ti garantisco che quelle stesse cose a cui tu aneli sono volute da tutte le persone oneste che credono nella coesione di idee e di principi alla cui schiera appartengono gran parte dei massoni.
Francesco