domenica 30 gennaio 2011

17 marzo 1861


Il 17 marzo di quest’anno sarà festa nazionale: le scuole e gli uffici pubblici rimarranno chiusi; lo ha deciso il Consiglio dei Ministri nella seduta del 28 gennaio. Sarà anche preceduto dalla ‘Notte tricolore’, una notte bianca durante la quale si terranno manifestazioni seguite dalla Rai e i negozi potranno rimanere aperti.

Il 17 marzo 1861 il Parlamento piemontese proclamò il Regno d’Italia e Vittorio Emanuele II primo Re d’Italia. Quest’anno, quindi, ricorre il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Questa data è stata dimenticata per decenni, grazie alla ipocrisia politica che, manipolando la Storia, ha negli ultimi anni addirittura spostato la festa dell’unità al 4 novembre, che invece è la festa delle Forze Armate.

Il mio invito a tutti è: riprendiamoci la Storia, senza soggiacere a transienti realtà politiche. Riprendiamocela senza le ipocrisie che ci hanno seguito per tutti gli anni del dopoguerra. Prendiamo esempio dal presidente Napolitano, che il prossimo 17 marzo si recherà al Pantheon a rendere omaggio alla salma di Vittorio Emanuele II, Padre della Patria.

Giovanni Bernardi.

venerdì 28 gennaio 2011

L'Eroe

Credo che il tempo intercorso dalle dichiarazioni del vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, sia sufficiente per poter affrontare con una certa serenità un problema così delicato come quello sollevato dal presule euganeo.
Il Vescovo sostiene, in estrema sintesi, che non è proprio il caso di far assurgere al rango di eroi i soldati caduti nel corso delle cosiddette missioni di pace, non fosse altro, continua l’Alto prelato, che non è proprio con le armi che si esporta la pace.
E, su quest’ultima affermazione, non gli si può dare certo torto: deve dire grazie all’ipocrisia farisaica di chi ha voluto dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, per far contento tutti e nessuno contemporaneamente, compreso lui che non si può certo definire “vicino ai Militari”.
Meno semplice, invece , è confutarlo sul terreno del termine “eroe”, per il semplice fatto che bisogna prima mettersi d’accordo sul significato da dare al termine stesso.
Certo non stiamo parlando dell’ eroe classico che poi era un vero e proprio semidio, in grado di compiere gesta straordinarie, decisamente al di fuori delle possibilità di qualsiasi mortale; né possiamo parlare dell’eroe omerico (tipo Ettore, per intenderci e scusate l’immodestia!), capace di mettere ogni sua energia a disposizione di un Idea (per esempio, la Patria), fino al volontario e cosciente sacrificio della vita. Ma, in questa categoria, non rientrano solo gli antichi guerrieri destinati ad una fine cruenta, per quanto gloriosa; ne fanno parte a pieno titolo anche tutti quei Grandi che hanno allargato (anche rischiando la pelle) gli orizzonti della conoscenza, come i grandi navigatori, gli scienziati, gli esploratori.
Ai nostri giorni, immuni dalle retoriche proprie del Romanticismo e del Futurismo, secondo me possiamo glorificare come eroe ognuno che si ritrova a sacrificare la propria esistenza a seguito di un’unica azione -della cui pericolosità era comunque consapevole- per salvare altre vite o per la salvaguardia di determinati Valori.
D’altro canto, anche i Santi moderni, tanto cari a monsignor Mattiazzo, non devono affrontare più pene inenarrabili o morti tremende; è loro sufficiente una vita vissuta al di sopra delle righe dell’umana pietà e, al 90%, il gioco è fatto.
Così è pure per gli eroi che, ai nostri giorni, non sono più una “prerogativa” militare, nel senso che non è più necessario cadere combattendo per diventarlo o per essere considerati tali; chiunque sacrifichi la propria esistenza, compiendo il gesto estremo perché altri ne traggano beneficio ha tutto il diritto di essere chiamato eroe.
Poco importa, allora, se quella persona ha perso la vita per salvare dei compagni di lavoro o perché “è saltato su una mina, magari di fabbricazione italiana”, come un certo pacifismo unilaterale deve aver ispirato il nostro presule: il risultato è che una vita è stata spezzata nell’adempimento di un qualcosa in cui si credeva!
Ciao a tutti,
Ettore.

lunedì 24 gennaio 2011

Da non perdere !


Guardia Reale Norvegese

Clicca qui per vedere il filmato.

Buon spettacolo a tutti !!!!
(Q.d.B)

NATURA ED ESSENZA DELLA MAFIA


Correva l’anno 2007, il giorno 24 del mese di maggio, l’Associazione VOX MILITIAE e l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea organizzarono una conferenza sulla mafia per cercare di capire il fenomeno, per la verità poco conosciuto dalla massa della popolazione. Personalmente pensavo ad un fenomeno malavitoso ed all’onorata società, ma niente di tutto questo. C’è molto di più da capire.
Relatore il dottor Alfio Caruso, giornalista e scrittore di origine siciliana che vive a Milano. Il catalogo completo delle sue opere lo trovate su internet in uno dei tanti motori di ricerca. Io mi limito a segnalarvi che ha scritto “Italiani dovete morire” (best seller su Cefalonia) e “da cosa nasce cosa”. Da quest’ultimo libro, un’antologia sulla mafia che vi consiglio di leggere, un bel tomo regalatomi dall’autore con dedica, ho tratto la pagina che vi segnalo come riflessione. Sull’argomento ha scritto ancora tanto.
Dottor Caruso, gli dissi: “ma come si fa a leggere questo testo di oltre 700 pagine scritte con un carattere così piccolo”? Lui mi rispose: “lo devi mettere sul comodino e leggere un brano a tempo perso, come una bibbia”. Così ho fatto.
L’altra sera, aprendo il libro, si parlava delle difficoltà per la stesura della memoria per il rinvio a giudizio di 474 imputati, se non sbaglio il primo maxi – processo alla mafia, anno 1986. Il pool dei giudici con in testa Falcone e Borsellino, condannati alla pena capitale da parte della commissione mafiosa, furono rinchiusi nell’isola dell’Asinara, trasportati colà d’autorità e senza preavviso con aereo militare. Vita da reclusi.
Questo il brano che vi segnalo:
Cent’anni dopo l’insorgere della questione meridionale, cent’anni dopo il rapporto Franchetti e Sonnino sulla natura e l’essenza della mafia, il Paese prende coscienza che il problema non è soltanto siciliano. La mafia esiste perché esistono i siciliani, ha però fatto comodo, e fa ancora comodo, a tanti. Dietro le sbarre è schierata la variopinta rappresentanza di un mondo in larga misura sconosciuto, ma capace di incutere un rispetto riverenziale. Si coglie che Cosa Nostra non è soltanto un sistema delinquenziale, e che dietro di essa, come sottintende lo stesso nome, c’è una cultura millenaria la quale, per quanto cattiva e fuorviante, rende i suoi adepti più pericolosi di un comune malavitoso. Interi gruppi familiari si tramandano da una generazione all’altra l’appartenenza a Cosa Nostra. Mafioso il nonno, mafioso il padre, mafiosi il figlio ed il figlio del figlio. Sarebbe una vergogna per la famiglia naturale se un erede non venisse accolto nella “famiglia” per antonomasia, la quale conferisce l’illusione di appartenere a un’elite di predestinati. …
Cari amici che ne pensate di questo brano? Avete altro da aggiungere?
Ciao Raffaele (Zeta)

domenica 23 gennaio 2011

Video amaro


Mi sono chiesto più volte se, nel desolante contesto della deriva etico-culturale del popolo italiano (con particolare riferimento ai giovani) la televisione sia la causa o l’effetto; nel senso cioè se l’abbruttimento di cui sopra sia dovuto a quello che la TV ci propina a mani basse e senza ritegno oppure se ce lo propina perché è il “popolo” che vuole gli sia propinato.
Mi rendo conto che le risposte potrebbero essere molteplici e, per di più, tutte suffragate dalle inevitabili pezze sociologiche, sbandierate dagli altrettanto inevitabili “tuttologi” che non mancano mai quando si tratta di vendere fumo e, contemporaneamente, pettinare le bambole. Personalmente propendo per la prima ipotesi, quella che vede la TV quale artefice principale (anche se non unico) di tanto degrado.
Sarebbe troppo lungo mettersi a disquisire su un argomento tanto contorto e vasto, per cui mi limito a prendere in esame solo i cosiddetti programmi di approfondimento ( che i più à la page chiamano “talk show”); quei programmi cioè che, stando alla tanto bistrattata Lingua italiana, dovrebbero appunto “approfondire” un argomento di interesse generale, a cura di personaggi esimi in materia ed a beneficio dei tanti ascoltatori che “esimi” invece non sono.
Questa la teoria!
Nella pratica, ahimé, questo non avviene affatto sulle tante tv italiche ( nazionali e non) dove questi programmi sono divenanti il palcoscenico allargato delle miserie che popolano i “palazzi” del potere.
I personaggi che intervengono sono sempre gli stessi e, quasi sempre, di secondo piano; le discussioni sono condotte all’insegna degli insulti e degli slogan; non uno che dicesse qualcosa di nuovo; non uno che avesse rispetto di quei poveri imbecilli che stanno davanti allo schermo; molti che si abbandonano a scene di isterismo e se ne vanno sdegnati; mai una sintesi conclusiva, difficile a farsi, invero, perché si è solo blaterato e non discusso.
Ritornando al dilemma iniziale, allora: è la Tv che manda in onda tanta nullità per impedire al popolo bue di crescere oppure è il popolo che è contento di rimanere bue?!
Un abbraccio a tutti,
Ettore.

martedì 18 gennaio 2011

Pari opportunità

Non preoccupatevi, non parlerò di questa squallida vicenda che, tanto per cambiare, ci mette alla berlina del mondo e ci condanna a sorbirci carriolante di idiozie a luci più o meno rosse; come se non ne avessimo abbastanza!
Prendo spunto, però, dallo squallore di cui sopra per fare un po’ il punto sul concetto di pari opportunità, per il quale si strombazza ogniqualvolta una rappresentante del (si fa per dire) gentil sesso appare essere“discriminata”.
Mi e vi domando, infatti: quanti rappresentanti del sesso “non gentil” che si stanno affacciando alla vita, avendo lo stesso livello culturale (sic!), avrebbero avuto paritetiche possibilità di intraprendere promettenti e ben remunerate carriere “politiche” o televisive, vivere a sbafo in appartamenti esclusivi, collezionare bigliettoni e gioielli, frequentare il mondo “che conta”?!
Mi si potrebbe, giustamente, obiettare che la stragrande maggioranza delle “gentili” usa i doni –più o meno generosi- del buon Dio per scopi decisamente più nobili; però, anche quella piccola minoranza ha il suo peso in un Paese dove un quarto dei giovani è senza lavoro.
E’ pur vero che, da che mondo è mondo, una mandria di buoi uscirebbe sicura perdente in una gara di “tiro” con determinati attributi, però chi, non per sua colpa, ne è sprovvisto non può essere condannato a farsi un mazzo così tutta la vita per mettere insieme il pranzo con la cena.
Ed allora, non pensate sia il caso di estendere il campo dei destinatari delle pari opportunità ?!
Ciao a tutti,
Ettore

sabato 15 gennaio 2011

Le riflessioni di Giovanni

Cari amici,
su questo link http://www.loccidentale.it/articolo/battisti+e+pisani%C+irredentisti+italiani.00101108 l’articolo firmato da Gianni Marizza relativo a presunte disparità di trattamento ricevute da due ferventi patrioti accomunati da una stessa sorte .
Cesare Battisti e Carmelo Borg Pisani furono entrambi irredentisti di due terre diverse : l’uno del Trentino e l’altro di Malta.
Prima di leggere l’articolo, non sospettavo nemmeno l’esistenza di questo Eroe e soprattutto del trattamento riservatoGli. Mi chiedo come sia possibile che cio’ sia avvenuto e che nessuno abbia almeno pensato di far riposare le Sue Spoglie in un lembo di terra Italiana con una lapide che ricordasse il Suo sacrificio.
Dice bene Marizza : le uniformi in cui furono giustiziati erano diverse come diverse erano le fedi politiche ma l’Ideale era lo stesso.
Non vorrei peccare di eccessivo spirito sacrilego ma mi viene tanto in mente la storiella che circolava anni fa e che riguardava Orazio Coclite : alla fine fu punito e gli furono addebitati il gladio e lo scudo che aveva perso difendendo il ponte sul Tevere.
E poi , vi ricordate che avevo raccontato la storia di mio padre che dopo essere stato tanti anni in America nel ’40 era partito per la guerra ? Se lo avessero fatto prigioniero , gli Americani lo avrebbero impiccato ?
Io penso di no ma …….. chissà!
Giovanni

venerdì 14 gennaio 2011

Il suggerimento di Gino

Carissimi Q.d.B.
Bentornati a tutti.
Spero che la pausa vi abbia ristorati e rinfrancati.
Suggerisco un tema per il Blog.
Vorrei andare a vedere il film di Checco Zelone "Una bella giornata"
Ho letto tanti apprezzamenti ma anche qualche critica, soprattutto per il modo offensivo con cui si parla delle F.A., delle Istituzioni e del Sud.
Mi piacerebbe sentire il parere di qualche amico che ha già visto il film.
Un abbraccio a tutti,
Gino.

giovedì 13 gennaio 2011

Ripartiamo!!!

Ragazzi,
la “pausa di riflessione” si è finalmente conclusa; è vero, è stata un tantinello lunga ma, sapete, l’importanza dell’argomento ha imposto di valutare a fondo tutti gli elementi che ne erano stati all’origine.
Come tutte le “pause” che si rispettino, anche la nostra si è resa necessaria appunto per riflettere sia su dati statistici che, nella loro freddezza, sono pur sempre indicativi sia sulla ridotta partecipazione dei titolari del Blog che, non dimentichiamocelo, sono gli appartenenti del 150°.
Per quanto riguarda la statistica, su 736 giorni di vita, il Blog ha avuto una media giornaliera di 80 visitatori di cui si ha ragione di ritenere che solo il 25% siano appartenenti al Corso.
Se ciò può apparire lusinghiero in termini di immagine verso l’esterno, non lo è certamente in termini diciamo così affettivi, se si pensa che questo è stato concepito come il Blog del 150° Corso “Montello”!
Se a questo aggiungiamo poi anche il fatto che gli “scrittori” possono contarsi sulle dita di una mano, si hanno notevoli ed obiettive difficoltà a considerarlo il blog di tutto il Corso!
Tuttavia, siamo consapevoli che non tutti hanno la voglia o il tempo di mettersi a pigiare sula tastiera; siamo altrettanto consapevoli che è più bello e rilassante limitarsi ad aprire il Blog e leggere quello che quei pochi hanno scritto o le “novità” che sono state pubblicate; però bisogna mettere pure in bilancio che quegli scritti e quelle novità, per essere messi a disposizione di tutti, hanno richiesto tempo e tanta ma tanta passione.
E si sa, le passioni non corrisposte generano solo dolore e sono condannate a spegnersi per inedia!
Ma, almeno noi, non vogliamo che il nostro Blog sia destinato a tale, ingloriosa fine, non fosse altro perché sarebbe il primo fallimento delle tante, splendide iniziative del 150°.
Allora, bisogna farsi un profondo ed onesto esame di coscienza per verificare quanto ciascuno di noi ha dato in tutto questo tempo e, soprattutto, quanto si intende dare per il futuro, come si intende continuare, quali potrebbero essere le innovazioni, quali i miglioramenti; in pratica: mettersi a remare tutti nella stessa direzione!
Per questo, abbiamo fatto un sondaggio tra tutti gli appartenenti al Corso; se il numero delle risposte è stato obiettivamente deludente (sempre e solo il 25% di cui sopra), il contenuto delle stesse è stato decisamente confortante ed incoraggiante, nel senso che chi ha risposto lo ha fatto in termini molto lusinghieri e di sprone a continuare; e di questo siamo orgogliosi e grati.
Forti di questi incoraggiamenti, abbiamo pensato di reimpostare il tutto sulla base di una linea editoriale che, nell’assoluto rispetto delle opinioni, privilegiasse la possibilità per ognuno di:
- raccontare storie di vita vissuta o cose fatte o Paesi visitati; parlare delle proprie passioni; fare la recensione di un libro o di un film; propagandare le ricette della moglie; commentare avvenimenti sportivi non solo calcistici; spettegolare sui cosiddetti “vip”; chiedere pareri e suggerimenti;......;
- confrontare le proprie opinioni –sempre rimanendo nel lecito- sui fatti politici e non che riempiono le nostre giornate.
E, dato che ci siamo ripromessi di ripartire con le carte in regola, ci siamo dati anche delle Regole comportamentali, non certo per imbrigliare lo sviluppo delle discussioni, quanto per rammentare ai più focosi che, va bene discutere, ma senza eccedere.
Infine, abbiamo individuato anche un Responsabile ed un Arbitro per dirimere possibili controversie “concettuali”; possiamo proprio dire di avercela messa tutta per rendere funzionale anche l’aspetto formale.
Ora, cari Amici, sta a Voi darci una mano sia suggerendo miglioramenti sia e soprattutto facendoVi vivi con un pensiero, con una frase, con un commento; non chiediamo niente di speciale o di particolarmente impegnativo: ci bastano poche ed anche semplici righe per convincerci della bontà della scelta fatta e per spronarci a sempre meglio operare.
Un abbraccio ecumenico,
Q.d.B.

P.S.
I primi tempi di questa ripresa, saranno gestiti da Ettore e Pierluigi (ai quali bisognerà inviare, contemporaneamente, i propri scritti): certamente loro due non potranno garantire lo stesso, precedente livello grafico, nonostante la buona volontà: portate pazienzienza e, soprattutto, aiutateli!!!

domenica 2 gennaio 2011

Riflessioni in corso .......





Amici carissimi,
dopo 736 giorni di vita, il Blog si è preso un doveroso momento di riflessione .
Questo Blog che era nato per essere di tutto il Corso, nei fatti, è stato alimentato e sostenuto solo grazie alle riflessioni ed alle argomentazioni di Ettore(forse troppe!) e di Francesco; commentato da tre o quattro altri Amici ; gestito, curato e aggiornato quotidianamente da me.
Diciamocelo pure, senza falsi pudori: è diventato il blog solo di “alcuni”!
Penso sia quasi mortificante continuare a documentare le solite argomentazioni ripetitive e ricevere altrettanti commenti e non vedo altre vie di sbocco se non quella che il Blog ritorni ad essere stimolante per tutti.
Chiedo, quindi, la fattiva – e spero appassionata - collaborazione di tutti Voi per trovare alternative ai soliti ragionamenti , mediante suggerimenti inerenti a nuove iniziative, nuovi racconti e materie che suscitino l’interesse comune.
Ho visto che molti di noi hanno il profilo anche su Facebook ed utilizzano questo strumento, invece del Blog, per divulgare le proprie idee su i più svariati argomenti; non è che la cosa faccia molto piacere, anche perché è la riprova del “fallimento” del Blog stesso.

Aspetto le Vostre segnalazioni, sulla base delle quali verrà decretato il futuro del Blog del 150° Corso “Montello”.
Un abbraccio a tutti,
Oliviero

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Qualche risposta :

Carissimo Oliviero,

confermo la ricezione della mail e dissento nelle maniera più assoluta sulla tua affermazione relativamente al presunto fallimento del blog. Sono profondamente convinto che il blog è diventato uno degli appuntamenti quotidiani di molti di noi, (prova a fare un rapido sondaggio per convincertene), e, anche se in maniera apparentemente invisibile, è stato ed è un mezzo importantissimo per ritrovarsi in una comunità che sentiamo appartenerci.
Più difficile è rispondere alla domanda che immediatamente ne deriva: e allora perchè non partecipate e scrivete? Qui credo che ciascuno abbia le proprie motivazioni; io ti posso raccontare le mie. Per quanto mi riguarda trovo che il taglio preso dal blog sia un pò troppo serioso e che gli argomenti proposti, salvo rare eccezioni, portino spesso a considerazioni ripetitive. Credo di essere un pragmatico che per di più odia lavorare, (scrivere, in questo caso), se non per apportare qualche cosa e qui ho l'impressione che spesso tutto sia stato già detto con il primo intervento e la replica. Può darsi che tu non condivida, ma è la mia percezione delle cose. Ti prego, però, di non prendere in maniera completamente negativa quello che ho appena detto perchè ti confermo che per me il blog ha avuto e continua ad avere la sua fortissima azione di "legante" e punto di ritrovo.
Come vivacizzarlo?
Non so se ricordi, ho tentato, e Giggione prima di me, a lanciare l'idea di ritrovarci per creare qualche attività e provare a noi stessi ed agli altri che siamo ancora in grado di fare cose importanti, ma ho l'invito è restato lettera morta. Forse potremmo essere più proattivi e cercare di creare un "gruppo di lavoro"...
Se siamo ancora i ragazzi di un tempo, una sezione barzellette potrebbe forse vedere il contributo di molti di noi ed una volta rotto il ghiaccio...
Un'altra sezione potrebbe essere quella dei viaggi intesi come reportage di quelli effettuati e programmazione di nuovi ai quali partecipare, magari seguiti da un concorso per il miglior reportage fotografico e per la foto più divertente.
Anche l'arte potrebbe avere un suo spazio; tra noi vi sono dei super esperti che potrebbero indicarci luoghi da visitare sotto la loro guida, o avvenimenti importanti ai quali partecipare.

Gli "storici", gli esperti (di armi, o di immersione per esempio) potrebbero tenere delle rubriche periodiche con dei temi ben precisi.
Insomma, penso che se riusciamo a trovare e quindi a stuzzicare i punti deboli e le passioni di molti di noi, la partecipazione sarebbe più sentita, varia e continua nel tempo, raggiungendo il duplice scopo di ottenere un blog più vario e più vivo.

Termino i miei sproloqui, ringraziandovi sentitamente, ancora una volta, per il meraviglioso lavoro che avete svolto e spero continuerete a svolgere, e vi rinnovo l'offerta di una mia collaborazione qualora la riteneste interessante.
Non mollate !!!!
Un caro abbraccio e a presto
Federico

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Ho ricevuto il messaggio. Per quanto riguarda le idee e i suggerimenti confermo quanto suggerito nel post di Minchiotti ed ho risposto sempre nel Blog: occorre parlare delle nostre cose, ossia di cose semplici, della nostra vita quotidiana, della nostra città, di quello che facciamo (vedere Perani e la sua squadra di calcetto), ecc.... . Chi vuol parlare di politica o di altri argomenti più importanti (?) lo faccia. Il Blog dovrebbe servire anche per tenerci in contatto, per seguire i nostri spostamenti, gli aggiornamenti militari, i comandanti, .... Insomma gli argomenti sono tanti e svariati. Però, non si può pretendere che tutti scrivano quotidianamente e non si può pensare di sopprimerlo, sarebbero due anni di lavoro buttati al vento. Avete costruito tanto perchè distruggere la creatura? Per adesso si tiene così com'è, con il tempo si potrà rivitalizzare ed incrementare. COSTRUIRE E' DIFFICILE, PER DISTRUGGERE BASTA POCO.
Ciao Zuff
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Caro Oliviero,
spero che si tenga duro. da parte mia assumo l'impegno di mandare materiale in modo costante sulle attività che mi sono congeniali.
Qui all'ISSMI il blog del 150° Montello è indicato come uno dei riferimenti per tenere vivo lo spirito di un corso.
Quindi farò proseliti per collaborazioni e sostegno. Un caro saluto Massimo
Massimo Coltrinari

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Caro Olivier,

ho preso atto con dispiacere del Tuo amaro sfogo, che mortifica il Vostro e Tuo in particolare impegno per tenere vivo un esile filo di collegamento tra tutti noi. Purtroppo sono molto ignorante su queste realtà virtuali e amo poco relazionarmi con tali forme. Ma penso si possa cambiare idea e si debba soprattutto far funzionare il “nostro” BLOG.

Il mio modesto contributo potrà essere di indicare a tutti gli interessati il programma delle celebrazioni di Torino per il 150°, presentando i Raduni nazionali e le altre opportunità culturali, turistiche e enogastronomiche connesse. Tra l’altro sto organizzando per il 25 e 26 giugno 2011 il Raduno Nazionale di ASSOARMA che potrebbe costituire una ottima occasione per organizzare un appuntamento per tutti quelli di noi che hanno in programma un giro a Torino e non sono già coinvolti dai propri raduni. Mi organizzo e sarò felice se potrò essere utile.

Un altro campo è l’ISTRID (Istituto di Studi, Informazioni e Ricerca della Difesa), di cui Massimo Coltrinari è un veterano e che io sto affrontando da poco ma che potrebbe essere un buon campo di impegno per tanti di noi se vogliono confrontarsi su tematiche della Difesa in modo innovativo e tutto da inventare.
Per tutti un anno all’insegna del “teniamoci il nostro BLOG e interessiamocene”, auguroni da Franco Cravarezza