martedì 29 maggio 2012

Eppure, era una bella giornata!

Eppure era una bella giornata ! Alle 9.00 c’era un sole stupendo e cominciava a far caldo.
 Uno si immagina che il terremoto arrivi solo di notte, quando piove e fa freddo.
Oggi no! È arrivato mentre i ragazzi erano a scuola, e sai che lezione! se la ricorderanno per sempre, i genitori al lavoro e i vecchi che si preparavano per la spesa e il pane fresco.
La casa ha ondeggiato, si proprio così , sembrava di essere al mare quando ti arriva addosso un’onda e quella sensazione ti rimane addosso per ore, ti senti le gambe molli e lo stomaco chiuso; ti immagini scosse a ripetizione anche quando non ci sono e poi ……… pensi ai tuoi cari.
Quando sono uscito da casa in bicicletta per andar a vedere se mia madre (una vecchia signora di 92 anni che abita al quarto piano di un condominio popolare degli anni ’50) e l’Accademia erano ancora in piedi, sulle strade c’erano colonne interminabili di auto ( qualche coglione suonava anche il clacson per avere strada libera pensando di averne forse più diritto): erano i genitori che avevano abbandonato il posto di lavoro per andar a recuperare i propri figli; gli scolari delle elementari e medie scherzavano e ridevano nei giardini delle proprie scuole ( si erano già dimenticati tutto! ), mentre quelli delle superiori erano già per le vie del centro a schiamazzare coi telefonini e qualcuno si chiedeva se domani poteva restare a casa , qualcun altro ventilava, felice, l’ipotesi che l’anno scolastico fosse già finito.
Numerosi elicotteri sorvolavano il cielo arrivando da NE diretti agli ospedali della città e numerose ambulanze, a sirene spiegate, attraversavano la città.
L’unico danno in città, per adesso, l’ha subito la Chiesa del Voto, in Via Emilia in Centro, quella davanti a Corso Duomo, ci sarete passati davanti anche voi qualche volta; una grande palla di marmo è caduta dal tetto sfracellandosi sulla strada.
Qualcuno ha fatto l’ovvia battuta: ‘Sto terremoto ha fatto girar le balle anche a lei!
 Mia madre e l’Accademia erano ancora in piedi – e chi li ammazza quelli ! – ne hanno passate tante che non sarà certo un dondolio di lampadari a fermarli.
 All’una, all’ora di pranzo altre tre colpetti ( si fa per dire! erano sopra al livello 5), e anche stavolta gambe molli e stomaco chiuso (forse anche per il boccone andato di traverso), qualcuno è sceso in strada, io dal balcone ho visto la siepe del giardino sotto che saliva e scendeva, sembrava una scena di un film catastrofico.
 Loretta ha preparato una borsa con poche cose, io ho parcheggiato la macchina davanti casa e adesso aspettiamo (cosa?).
Fino a poco tempo fa c’erano quattro punti fermi : i politici onesti, i vescovi e i preti santi, i calciatori che avevano giurato di non barare più e che il terremoto non sarebbe mai venuto in Val Padana.
E chi ci crede più?
State tranquilli, stiamo tutti bene!
 Ciao, Oliviero.

lunedì 28 maggio 2012

Moderazione o ignavia?!

Non so se è capitato anche a Voi ma a me capita di dedicare l’attività del mio unico neurone a cercare di capire la composizione della ciurma che dovrebbe governare la “politica” italiana, specie in questo momento apicale del gran casino in cui ci hanno precipitato i cosiddetti “partiti tradizionali”.
Come sempre d’altronde, ognuno di essi sottopone a sforzi inumani la sua (si fa per dire) intelligenza per mettere sul fuoco la sua brava padellona di aria fritta, cercando di imbonire quei pochi illusi che, ancora, hanno voglia e tempo di starlo a sentire; tutti “ammoniscono” sulla gravità della situazione; tutti invocano l’adozione di misure (rigorosamente) inderogabili per una serie sterminata di “riforme”; tutti propinano, senza ritegno, ricette miracolose; tutti si presentano come “salvatori della patria”, ... e tutti blaterano rivolgendosi ad un elettorato di moderati.
Già, i “moderati”, questo sterminato esercito di cittadini che, a sentir i”salvatori” di cui sopra, sono adattabili a qualsiasi idea (sic!) politica, non importa da quale quadrante provenga; dovrebbero essere, in pratica, dei camaleonti in grado di indossare qualsiasi colore ma sempre da moderati!
Siccome penso che l’elasticità abbia un limite, mi sono chiesto : ma che vor dì “moderato”?!
Allora, mi sono preso il mio bravo Devoto-Oli, ho cercato il termine è ho scoperto che: “In politica, contrassegnato da un atteggiamento di centro, pragmaticamente alieno da ogni estremismo e spesso da ogni novità”.
Tale definizione però, oltre a restringere il campo della mia ignoranza, mi ha indotto tutta una serie di domande, e tutte a forti tinte esistenziali: ma, se tutti fanno la corte ai moderati, in che cosa si differenziano le varie “offerte” politiche? Ed ancora: ma, se i moderati rappresentano la stragrande maggioranza in grado di fare le scelte giuste, fin’ora dove erano rintanati?, perché hanno permesso che ci governassero simili personaggi? oppure, prima erano tutti a colori differenziati ed ora si sono convertiti alla “moderazione”?
 Ragazzi, qui c’è qualcosa che non quadra, i conti non tornano; qui, qualcuno bara!
Se si accetta la citata definizione, infatti, non si riesce a capire (almeno io non ci riesco) come sia possibile che un “moderato” sia disponibile a votare personaggi che propinano soluzioni quasi opposte, anche se, da buoni ectoplasmi, non sono in grado nemmeno di essere degli “estremisti”.
Quando ero (eravamo) giovani rampanti di speranze più o meno belle, i vari capataz dei Partiti di allora si rivolgevano al loro elettorato, magari speravano di attrarre qualche titubante ma non andavano certo in giro a pietire consensi in un bacino di utenza eterogeneo, quasi senz’anima.
E qui, ritorniamo al mio solito discorso: l’anemia delle Idee comporta, irrimediabilmente, l’anemia della Politica (prego notare le maiuscole)!!!
Tutto si ridimensiona, tutto involve, tutto si restringe, tutto si traduce a miseri interessi privati, tutto si volgarizza, tutto perde di credibilità e...tutto si offre all’ingovernabilità o, se preferite, all’anarchia. Ma la cosa che mi spaventa di più è che, se davvero siamo destinati a trasformarci in una manica di “uomini di mezzo” (secondo me, sinonimo di moderati), non è che siamo nell’anticamera dell’ignavia?!
Se così stanno le cose (e sembra che stiano proprio così) consentitemi un’ultima domanda: qualcuno mi spiega a che servono allora tanti partiti?
Un abbraccio a Tutti,
Ettore.

mercoledì 23 maggio 2012

Una Ferrari in garage

Si può onorare la memoria di Falcone e Borsellino degnamente solo con il coraggio della Verità come da loro insegnamento, pagato con il costo altissimo della vita. E la Verità rimane ancora nascosta nel silenzio dei fatti che sono accaduti.
Il contesto si alza ancor di più qualora si consideri che, a partire dagli anni ’90 ( prima delle stragi), l’apparato normativo ha tentato di adeguarsi ad una situazione che vedeva drammatica a causa dell’eliminazione fisica di eccellenti Uomini delle Istituzioni, in primis Carlo Alberto Dalla Chiesa, trucidato nel 1982 nella sua piccola A/112 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo (una immagine indimenticabile collocata nella memoria di tutti noi).
Infatti, il Parlamento con la L. 410/91 converte il legge il D.L. 345/91 istituendo, nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza, la Direzione Investigativa Antimafia su tre Reparti, “con il compito di assicurare lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata, nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative esclusivamente a delitti di associazione di tipo mafioso o comunque ricollegabili all'associazione medesima”.
 La collocazione di una Istituzione interforze nell’ambito del Dipartimento di PS lascia adito a qualche perplessità –lo si legge ampiamente nei lavori parlamentari introduttivi dove vengono manifestate forti resistenze- in quanto non garantendo più l’imparzialità (si ricordi che il Dipartimento ha compiti di Pubblica Sicurezza e non di Polizia Giudiziaria) fa sì che le tre Forze di Polizia mantengano al loro interno gli organismi preposti alla lotta alla C. O. ( Ros, Gico e Sco rispettivamente all’interno Arma Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato) che, invece, in un primo tempo, dovevano confluire nella neonata struttura per renderla compatta ed efficace.
Nasce, quindi, un altro Organismo in competizione con quelli già esistenti con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano della efficienza: duplicazioni, gelosie, frammentazione delle indagini, risultati parziali etc.. Tutte deficienze che diminuiscono l’attività di contrasto favorendo, di conseguenza, l’espandersi della criminalità organizzata (c. o.).
Nel contenuto del sopra enunciato art. 1 si nota, invece, l’intenzione certa e sicura che il Legislatore avrebbe voluto affidare ad un Organismo nuovo ed agile un’attività antimafia quasi perfetta. Infatti la Dia avrebbe dovuto condurre un’attività investigativa preventiva, con il I Reparto, (quasi paradossale in quanto investigazione e prevenzione appaiono termini in contraddizione tra loro, in realtà è stata una dizione lungimirante che qui, per brevità, non trattiamo ma della quale ai professionisti veri non può sfuggire l’importanza) nei confronti di tutta la c.o. per poi, una volta individuata, dedicarsi, sotto il profilo giudiziario, con il II Reparto Investigazioni Giudiziarie, al contrasto esclusivo dei “delitti di associazione mafiosa o comunque ricollegabili all’associazione medesima” .
Tutto ciò si coniugava in modo quasi esemplare con i tempi dettati dal Codice di Procedura Penale, appena varato. Ossia le indagini, avendo carattere preventivo, sfuggivano ai tempi dell’indagine preliminare in quanto, tutti sanno o dovrebbero sapere che l’individuazione di una organizzazione criminale, specie se mafiosa, richiede tempi piuttosto lunghi. Lo scopo non era quello di combattere il singolo reato di mafia ( estorsione, usura, riciclaggio) ma le organizzazioni mafiose nella loro interezza.
Non recidere il ramo ma giungere al tronco. Questo era l’intento nobile e geniale di Falcone che avrebbe dovuto precedere la nascita di un contestuale Organismo giudiziario.
Cosa accade invece? Accade che, metaforicamente, si è costruita una magnifica Ferrari che, per quella strana, curiosa dipendenza gerarchica, viene tenuta quasi permanentemente in garage. Di chi la colpa? Una colpa voluta od occasionale? E’ questo nostro tempo, un tempo di correzione o …. .
Mi rendo conto che i concetti espressi sono estremamente riassuntivi ma ritengo che, ad un eventuale dibattito, possano partecipare, pur su piani diversi, anche coloro che non hanno avuto specifiche esperienze di servizio.
 Un abbraccio a Tutti,
Marcello Cranevali.

venerdì 18 maggio 2012

Maggioranza ed equilibrio

Con la partecipazione degli amici Carabinieri, il nostro “salotto” ha ampliato le proprie argomentazioni su elementi forse più operativi e funzionali dove ogni riflessione trova spunto nelle personali esperienze lavorative. Il proprio bagaglio professionale è fondamentale nel processo di analisi che porta alla valutazione di un qualsiasi fatto od atto e la voglia del confronto ideologico si alimenta sempre se, fra gli interlocutori, esiste questa consapevolezza.
Ciò nonostante, ritengo che l’attività di coloro che scelgono di servire lo Stato operando per una sua Istituzione, non abbia grandi possibilità di influenzare sostanzialmente l’evolversi della situazione socio/politica. Prendiamo ad esempio l’argomento relativo agli sprechi; i vertici dell’Esercito o dei Carabinieri opereranno sempre all’interno di capitoli di spesa prestabiliti e, se sono particolarmente bravi, utilizzeranno al meglio quanto messo a loro disposizione ma gli effetti saranno visibili in termini di efficienza non di risparmio. Che piaccia o no, l’alto dirigente pubblico, indipendentemente dal fatto che sia divenuto tale per bravura o per raccomandazioni, non potrà mai essere determinate per lo Stato che sta servendo perché, in democrazia, le decisioni veramente importanti spettano sempre e solo alla maggioranza del popolo.
Questo concetto è ben chiaro nella mia mente e, in oltre quarant’anni di elettorato, ho desistito dalle cure antidepressive che pure sarebbero state necessarie avendo io sempre votato per partiti che non superavano il 6% di preferenze (con l’avvento del bipolarismo ho sempre fatto parte della minoranza, anche la volta che ha vinto il centro/sinistra), in quanto mi sono imposto di credere che la maggioranza ha sempre ragione e pensare il contrario fosse indice di presunzione oltre che di antidemocraticità.
 Il tempo però, oltre agli acciacchi, ai rimpianti, alle voglie inespresse, al disincanto, all’acuirsi dei difetti e alla minore elasticità dei freni inibitori, dà alla terza età uno stato etereo ed impalpabile che mi piace definire come “estraneità soggettiva ed emozionale” nella quale le idee degli altri attecchiscono sempre meno, specie se discordanti con le proprie.
Nella situazione attuale, se la maggioranza del popolo italico riscegliesse ancora una volta il cavaliere ed il suo entourage non potrei mai darle ragione e, nella motivata convinzione che trattasi di inguaribili illusi, mi chiuderei nel mio eremo sentendomi sempre meno parte di questo popolo.
Altro fatto che, come un tarlo, sta indebolendo le ragioni della maggioranza è il risultato delle elezioni e dei sondaggi sia in patria che all’estero. La Francia e la Germania stanno invertendo drasticamente le rispettive scelte ideologiche pur avendo affrontato la crisi mondiale in maniera egregia e trovandosi in situazioni nettamente migliori rispetto agli altri Paesi europei. Negli Stati Uniti, l’attuale presidente sta perdendo consensi pur avendo introdotto una politica sociale senza precedenti ed avendo combattuto e vinto la crisi facendo fallire e nazionalizzando due delle più importanti banche. In Italia i Grillini hanno raggiunto consensi impensabili e si presentano come il terzo partito nazionale.
E’ vero, i grillini sono -come i leghisti- figli della contestazione ma, buon Dio, questi ultimi hanno governato ben 9 degli ultimi 10 anni e, nei precedenti otto anni, sono stati determinanti nel far eleggere o cadere un governo: possibile che non abbiano insegnato nulla ai contestatori?. Sarà la stessa cosa per i grillini? …. e tutti coloro che, come me, lo catalogavano come fenomeno passeggero ed ininfluente cosa penseranno quando vedranno Beppe Grillo accanto a Bersani o Vendola o Di Pietro o Casini o Alfano o. perché no, a Berlusconi?!
Alla fine della guerra, le ideologie politiche che dividevano gli italiani si differenziavano essenzialmente nel totalitarismo comunista e nella morale cattolica, con la conseguenza che scegliere era molto più semplice. Oggi non è così: oggi si sceglie l’uno per far dispetto all’altro e vince chi sa vendere meglio se stesso. La contrapposizione dei partiti è diventata fonte di contrasto fra gli elettori che pure dovrebbero avere gli stessi interessi e in un simile contesto la scelta elettorale non sarà mai oggettivamente ponderata. Se si aggiunge la consapevolezza che la drastica riduzione delle proprie entrate ti porta a ragionare in termini egoistici più che sociali si comprende perché movimenti secessionisti come quello della Lega o qualunquista come quello dei grillini, acquistano consensi.
No miei cari Amici, credo sempre meno alle ragioni della maggioranza e temo che la violenza verbale insegnataci dai politici degli ultimi vent’anni si trasformi in violenza contro le Istituzioni da parte della massa o riesumi i corpuscoli estremisti e sedicenti rivoluzionari dalle idee farneticanti ed insulse. Francamente, oggi ho timore anche nel solo esternare le mie idee perché il mio interlocutore, di qualunque tendenza politica sia, è portato ad estrapolare da esse solo ciò che può utilizzare contro chi crede sia il suo avversario, senza capire che i veri responsabili dei nostri guai sono quelli che noi abbiamo scelto.
Francesco

martedì 15 maggio 2012

Bolzano, 85^ Adunata Nazionale degli Alpini: dietro le quinte


Solo da qualche ora ha lasciato Bressanone, dove vivo da ..."bastardo italiano"..., il Presidente della Sezione dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini) di Montreal. Quella del Canada è solo una delle "nostre" tantissime Sezioni Estere. Dalla Nuova Zelanda alla Finlandia, dal Giappone al Sud Africa sono diffuse queste "famiglie" che mantengono vive la storia e le tradizioni degli Alpini, l'italianità (ben più sentita che da noi che in Patria viviamo), il raggiungimento del successo sociale non conseguito con scioperi e assistenzialismo, ma con il duro, anzi durissimo, lavoro. Un Alpino di New York (a vederlo non potreste mai dirlo; sareste anzi spinti a offrirgli "un bicchiere di rosso" ...) è impegnato nella costruzione della "Freedom Tower" a Ground Zero; bazzecole... 
 Il "canadese" mi ha chiesto se potevo accompagnarlo a Rio di Pusteria, all'imboccatura della Valle che porta a Brunico, Dobbiaco e S. Candido. Arrivati in paese ha guardato in alto. Con lo sguardo ha cercato un punto lungo la condotta idrica che scende dal colmo della montagna alla centrale elettrica sottostante. Poi, ha indicato a me, mio figlio e sua moglie un punto ben preciso. "Lassù ero di guardia cinquant'anni fa e un "tritolese" ( i dinamitardi degli anni sessanta) sparando una raffica mi ha mancato per un pelo; se avessi avuto la pancia di oggi ci restavo. Pensate che quando poi l'hanno preso, abbiamo scoperto che il fratello era di guardia con me. Mi è andata bene..." 
Quel "tritolese" apparteneva alle squadracce di Georg Klotz il "martellatore della Val Passiria". La sua degna erede oggi è "la passionaria" Eva. Lei è stata denunciata per vilipendio della Bandiera italiana. Lei istiga, ancor oggi, all'odio verso gli "okkupanti italiani". Lei è l'ispiratrice del cartello che potete "ammirare" (da qualche tempo si è riusciti a farlo rimuovere dalle Autorità austriache poichè il terreno è, per meno di un
metro, in territorio loro). Lei ha invitato a respingere gli alpini e rifiutare l'invasione di Bolzano da parte dei discendenti di coloro che hanno oppresso il Sud Tirolo e ancora lo occupano. Dimentica solamente la valanga di miliardi che gli "okkupanti" versano da sempre alla Provincia e le permettono di vivere senza dover percorrere le vie delle valli.... Lei, tra le altre cose, ha partorito in questa occasione una nuova e fulgida idea. Lungo il torrente Passirio, in Merano nel 2004, gli "Schützen" (ndr.: bersaglieri o, più comunemente, cacciatori tirolesi) avevano posto una targa commemorativa; ...."togliamola e reimpiantiamola il sabato pomeriggio, la sera che precede l'Adunata. Così gliela roviniamo e facciamo vedere chi comanda qui"... 
Non nego qualche preoccupazione. I mentecatti cerebrolesi sono prolifici. Il Presidente della Provincia Durnwalder (ndr.: "Kaiser Durni" per gli amici) si era dissociato; ugualmente si erano dissociate da altre dimostrazioni anti-italiane le Compagnie degli Schützen di Bolzano e Bressanone (le principali). Ma la "passionaria" niente; ferma sulla posizione. Bene: la targa è stata reimpiantata tra la curiosità dei tantissimi di Alpini che affollavano il lungo-Passirio. 
Quando gli operosi Schützen hanno terminato si sono voltati e hanno trovato il muro degli "okkupanti". Insulti ? Nemmeno uno. Botte da orbi ? Nemmeno l'ombra. Tutti insieme a bere birra, mangiare wurstel e ridere come vecchi amici. la serata è passata in cameratesca allegria alla faccia del separatismo. Quasi a ricordare quanto accadeva nelle opposte trincee sulle creste dell’Adamello, dove Alpini ed Austriaci, dopo essersi presi a schioppettate, si scambiavano sigarette e fiammiferi. 
Ne ha parlato l' Alto Adige e anche il Dolomiten (sempre accentuatamente anti-italiano) si è detto piacevolmente sorpreso dall'atmosfera che si è venuta a creare in Bolzano e nella Provincia in generale; ..."non ce lo aspettavamo"... 
Questa non è né retorica né vanagloria a favore degli Alpini. E' solo il buon senso cui dovrebbero attingere politici e non. 
E' stata l'ennesima dimostrazione che la popolazione, la gente semplice è migliore di chi troppo spesso la guida. 
E' stata, ancora una volta, la vittoria degli istinti positivi dell’Uomo sulla incomprensibile idiozia di alcuni.
Chissà che non possa servire; la goccia, alla lunga, scava la pietra. 
Viva sempre il 150° !!!! 
Un abbraccio a tutti, 
Gabrio.

N.d.R.
Il colore verde dei caratteri vuole rappresentare l'affetto, la gratitudine e l'omaggio del 150° "Montello" ai Suoi ed a Tutti gli Alpini d'Italia. 

giovedì 10 maggio 2012

Sprechi enormi nella Sicurezza

La Sicurezza opera nei campi della Prevenzione e nella Repressione dei reati attraverso personale rispettivamente distinto, per status giuridico, in Ufficiali ed Agenti di Pubblica Sicurezza alle dipendenze funzionali dell’Autorità di PS ed in Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria alle dipende funzionali dell’Autorità Giudiziaria. In un contesto più lato, rientra, nel settore della Sicurezza Pubblica anche l’attività informativa dei Servizi di Sicurezza che, in tale studio, vengono considerati marginalmente per la loro peculiarità. S’interessano della Prevenzione (Ordine e Sicurezza Pubblica) tutte e cinque le Forze di Polizia rivestendo gli appartenenti, a titolo vario secondo il grado, la funzione di ufficiale od agente di PS. Parimenti per la Repressione, rivestendo gli appartenenti la funzione di Ufficiali ed Agenti di PG. Prima del 1981 esisteva il Corpo degli agenti di pubblica sicurezza sulla cui natura non mi soffermo. Basti ricordare che erano funzionalmente dipendenti dall’A. di PS tanto che poi, con legge, gli Ufficiali ne sono stati assorbiti transitando nel ruolo (non da poco) di Funzionari. Toccherà questo all’Arma dei Carabinieri, oggi, improvvidamente Forza Armata? Specialmente, in questi tempi, può fare a meno l’Italia del Carabiniere, nella peculiare duplice veste di poliziotto e militare (inconsueta nel mondo occidentale ove non esistono poliziotti con natura militare; la legge europea financo lo vieta)?
Per svolgere queste funzioni sono state allocate risorse e strutture talmente abbondanti che hanno creato e creano duplicazioni, ridondanze, dispersioni, dispendi inutili, ed enormi dissipazioni di ricchezza. La creazione di reparti inutilizzati e di doppioni, con la giustificazione delle c.d. specializzazioni, hanno determinato nel personale stati di disinteresse e disaffezione al lavoro, di negligenza e di sciatteria che, molti, si dedicano a far trascorrere il tempo senza far nulla e cercandosi un secondo abusivo lavoro. Nella realtà quotidiana, viene impiegato nei compiti istituzionali non più del 10% della forza. Il resto trova impiego in compiti burocratici ed extra istituzionali. La crisi sta stanando tutte queste situazioni di comodo create nel tempo non per dare funzionalità ai reparti ma per soddisfare carrierismo ed interessi economici di varia natura. La creazione di una quarta Forza Armata, non più aria terra mare, della Dia, della Dna, delle Procure distrettuali, di forze e reparti incongrui per dare una parvenza di attuazione al contenuto dell’art. 109 della Costituzione, l’assenza di una direzione precisa ed individuabile di responsabilità, hanno provocato e stanno provocando degenerazioni irrimediabili. La disponibilità di stabili utilizzati con altissimi sprechi di spazio (molti oggi vuoti che vanno depauperandosi velocemente) richiede una spesa ingentissima, non più sopportabile. E non si tratta di rattoppare prendendo in esame un settore; il risparmio e la funzionalità arrivano solo considerando l’intero comparto. La GIUSTIZIA, ad esempio.
I settori magistratura, avvocatura, forze di polizia varie, vigili urbani in tema di sicurezza urbana varata dai decreti Maroni a seguito dell’emendamento costituzionale dell’art.117, vanno rivisitati in un unico progetto strategico. Solo un rimedio strutturale può rivelarsi positivo e duraturo. La novella formale dell’89, altro esempio, è rimasta irrisolta, anzi, di fatto, per dare ascolto alle varie corporazioni, si è tornati indietro verso l’abbandonato rito accusatorio. La parità tra Difesa ed Accusa nel processo è rimasta una chimera. Ma vi pare che se la “giustizia” funzionasse ci sarebbe stata una espansione così intensa e grave delle grandi organizzazioni criminali, in particolare di quelle mafiose? Le attività eseguite sono solo servite a mutare la “pelle” delle organizzazioni per renderle più vigorose. I capi delle une ed i vertici statuali, in molti casi, sono maturati nell’ambito di un medesimo contesto. I vertici si toccano ed è ampiamente dimostrato dalle cronache e dallo stato di fatto in cui versa la nostra Nazione. Ma come si può pensare di andare avanti senza far finta di nulla? O continuare a prendere provvedimenti che sono solo parvenza? Si può continuare a prendere in giro il popolo italiano? Sperperi, criminalità, menefreghismo, insipienza politica ( .. movimenti addirittura per l’indipendenza di territori regionali -padania- creati artificiosamente), corruzione, hanno “pascolato” imperterriti sul territorio italiano negli ultimi decenni impoverendolo sommamente.
E’ stata posta in essere una GRANDE, IMMANE PRESA IN GIRO e sistemazione di piccole corti, se non di singoli potentati. Bisogna avere il coraggio, per il bene dell’Italia, di assumere prestissimo decisioni in favore del popolo, della gente, dei GIOVANI. Guardare al futuro, insomma. Dal Malo Governo, sedente a Roma, bisogna transitare al Bono Governo avvertito e sentito dalla gente. Via tutti i magistrati, contabili e non, dalle sedi improprie, che le Forze di polizia siano strutturate per l’assolvimento dei compiti istituzionali e non. Via gli eterni grand commis pubblici spostati da un posto all’altro a far danno, con lautissimi stipendi solo per sistemare e far guadagnare i loro figli, nipoti e corti. Torni la SERIETA’ e la DIGNITA’. Dal MAL Governo Si torni al BUON Governo, sia al centro e sia in periferia. C’è moltissimo da fare. Ma in maniera seria, altrimenti si finisce nel baratro.
Un abbraccio a tutti,
Marcello Carnevali.

lunedì 7 maggio 2012

Nunc et semper Domina eris

Quando le forze del male sembrava avessero cosparso di veleni la serenità del Campionato; quando la cricca dei profittatori sembrava fosse riuscita a stravolgere a suo favore il verdetto del campo; quando ogni parvenza di cavalleresca competizione sembrava avesse lasciato il posto a squallide congiure di palazzo; quando la forzata assenza del bello sembrava essersi impadronita dell’universo pallonaro; quando......... eccoTi, splendente e radiosa, riprendere possesso , invitta, del rango che il Fato Ti ha assegnato in perpetuo!
L’inevitabile Nemesi calcistica, anche se tardivamente, ha restituito agli altari Colei che, con maramaldesca malversazione, era stata precipitata nella polvere; solo la Tua nobiltà, solo la Tua dignità, solo la Tua inesauribile forza interiore hanno evitato che si perpetuasse l’indecorosa rappresentanza italiana nel Calcio che conta.
Finalmente, verranno riaperti i saloni dell’eleganza e della signorilità; finalmente, le mense saranno imbandite su tovaglie di lino, al posto di quelle di tela juta su cui erano usi ingozzarsi quei quattro parvenus, tronfi, arroganti e ricchi solo nel portafoglio, che avevano creduto di poter prendere impunemente il Tuo posto, ignorando il dogma che “Signori si nasce e....”.
 Merçi vieille Dame; grazie del Tuo stile di esempio universale....
Grazie Signora... Grazie di esistere!
 
U.d.B.

giovedì 3 maggio 2012

4 maggio 1980

Emanuele, caro ed indimenticato Amico: il Tempo non riesce a lenire né il dolore né l'affetto.
Proteggici da Lassù!
I Tuoi Amici del 150° "Montello".

martedì 1 maggio 2012

Il vecchietto dove lo metto....

Ragazzi, continuiamo a chiamarci con questo termine allegro, dal vago retrogusto guascone, un po’ per vezzo, un po’ per nostalgia, un po’ per rimpianto. Lo facciamo perché, forse, vogliamo esorcizzare l’anagrafe, l’adipe inesorabile, la calvizie ancor più inesorabile, i dolorini che, sempre più frequentemente,si trasformano da “ini” ad “oni” e tutte quelle altre cosacce che stanno lì a ricordarci che, vabbé lo “spirito”, però la “gioventù” -che ci piaccia o no- dobbiamo archiviarla.
E Ve lo dice uno che ancora zompa come un grillo sul tetto, che non disdegna sgambettare su e giù per scale appoggiate ai muri di casa o agli alberi e che ama confrontarsi con il suo bel giardino, siepi comprese; Ve lo dico non perché tutte queste attività mi siano diventate pesanti, quanto perché ho letto (ed invito pure Voi a farlo) un magnifico articolo (da cui ho preso in prestito il titolo) dell’iperAnziano (10° Corso) Ruggieri sul magnifico sito di Zuff “Vox Militiae” , la cui icona è sul nostro Blog, a sinistra.
Questo nostro quasi antenato (hdemicamente parlando), oltre a essere un sicuro e competente punto di riferimento per tutto quanto attiene ai “conflitti” per non vedersi calpestati (specie quando non si è più attivi), fa delle amare considerazioni sul nostro attuale status anagrafico, non tanto e non solo dal punto di vista retributivo, quanto per la considerazione o, se preferite, per il ruolo che la società ci assegna.
Lui, l’iperAnziano, conclude il suo dire con una frase che è come un macigno, tanto è amaramente cruda: “...quasi a significare che l’enorme debito pubblico sia colpa dei pensionati e non degli sciagurati costi della politica”; una frase terribile ma che riflette una realtà incontrovertibile.
Pensiamoci bene Ragazzi, dimenticando per un momento però Noialtri che abbiamo delle ottime pensioni; che abbiamo trascorso una vita, tutto sommato, certamente non noiosa e sicuramente soddisfacente; che abbiamo passato due terzi della vita all’aria aperta e l’altro terzo a combattere con appunti, cavallucci e amenità del genere; che abbiamo girato come trottole ma, anche, sperimentato esperienze diversificate; che abbiamo conosciuto una marea di gente; che, soprattutto, possiamo vantarci di essere un Corso, privilegio che ci regala e ci garantisce l’invidiabile possibilità di non sentirci, di non essere mai soli: e scusate se è poco!
Per Noi quindi e fatti salvi i problemi fisici di cui sopra e da cui sono immuni i Fanti, non mi sembra, onestamente, che ci siano problemi esistenziali!
Proviamo, però, a pensare ad un nostro coetaneo, un “civile generico medio”, uno che non può contare su un Corso, uno che ha passato l’intera vita lavorativa a fare sempre la stessa cosa, magari pure una di quelle che ti sderenano e ti lasciano il segno; che è vissuto sempre nello stesso quartiere; che ha frequentato sempre le stesse persone; che ha relazioni umane limitate e circoscritte; che ha una pensione di mera sopravvivenza e che, beffa nella beffa, viene pure emarginato e guardato di sguincio perché ritenuto un peso!
Pensiamoci, Ragazzi: deve essere terribile, quasi mortificante il non avere niente o poco cui aggrapparsi per continuare a voler andare avanti con un minimo di fiducia e, se permettete, di dignità, il tutto amplificato dalla costante percezione che si è ritenuti, se non proprio inutili, quanto meno ingombranti.
Facciamo parte, oramai, di una società che è sempre più vecchia ed il cui peso deve essere retto da giovani che non hanno la forza di mantenere nemmeno se stessi; appare, quindi, inevitabile che quei giovani mal sopportino di vedersi caricati di oneri per “mantenere” una generazione che li ha costretti a fare i salti mortali tra momenti di precariato e momenti di inattività, con scarse o punte prospettive per il futuro. Giovani che devono confrontarsi con un presente incerto e che se ne sbattono altamente della “saggezza” di cui dovremmo essere portatori sani noi “diversamente giovani”: e riesce difficile dar loro torto.
Voglio concludere con una domanda volutamente provocatoria: ma non è che Noi facciamo parte di una casta –ancorché di dimensioni lillipuziane- e che non riusciamo a percepire la gravità di quello che ci circonda?!
Grazie per le risposte, con abbraccio,
Ettore.