venerdì 28 febbraio 2014

Canti di sirena

                            
             Amici miei,
ghettizzato dall'anagrafe, respinto da una società tutta al femminile mi sono allontanato per qualche giorno da questo mondo che non mi vuole più e mi sono ritirato su di una spiaggia della mia terra. Il golfo del Tigullio.
Qui dopo il tramonto, sulla riva del mare, sotto il cielo stellato anche d'inverno ti può capitare di sentire lontano un velato canto di sirena.  continua a leggere .........

Massimo R.

sabato 22 febbraio 2014

Le Idi di febbraio

In quell’inizio ottobre del ’98, ero a Parigi a svolgere la mia entusiasmante funzione di Addetto per la Difesa. Ricordo ancora il profondo imbarazzo in cui sprofondavo quando dovevo rispondere alla domanda che mi veniva rivolta con più insistenza, condita con una malcelata forma di incredulità e di sarcasmo: Ma perché è caduto il governo Prodi? D’Alema non è dello stesso Partito?
Vi lascio solo immaginare le arrampicate sugli specchi, in carpiato doppio con avvitamento, cui dovevo sottopormi per dare una risposta che nemmeno il felpato linguaggio “diplomatico” riusciva a darle, se non proprio la dignità, almeno la parvenza di credibilità.
Cadevano le Idi di ottobre!    leggi ancora ..........
Ettore.




martedì 18 febbraio 2014

L'incontro

                          
                                                   
Lascio momentaneamente il bradipo sull'eucalipto e i folletti nel bosco per proporvi alcune riflessioni, naturalmente politicamente non corrette, com'è nel mio stile, per confrontarmi con i vostri pareri.

I colori dell'autunno e il sentiero nel bosco, simboleggiano l'Incontro che è il tema centrale delle meditazioni.   segue ..........


 Massimo RICCOBALDI.

martedì 11 febbraio 2014

Ho incontrato un bradipo


 Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani il pieghevole con  gli orari delle operazioni che  
scandivano le nostre giornate accademiche. Sveglie notturne, o quasi, lezioni di nuoto ed educazione fisica nella stessa mattinata, lezioni nelle aule all'ultimo piano del palazzo dopo equitazione. Ricordate le transumanze serali  dalla mensa alle camerate, tutti in gregge, per non cadere nelle imboscate degli Anziani?
Leggendo quell'opuscoletto mi son ricordato di un curioso personaggio incontrato tempo fa che ora voglio presentarvi.

 Misurato e maestoso, apparentemente impacciato, è il tuo incedere o bradipo.  leggi ancora ..........


Massimo Riccobaldi.




venerdì 7 febbraio 2014

Voglio dire la mia sul Decreto Banca d’Italia


Mi ero ripromesso di limitare i miei interventi su questioni che hanno attinenza con la politica ma, come vedete, anche quando si evidenziano le più recondite tendenze poetiche si scivola sull’appartenenza ideologica/partitica e sulla relativa personale presa di posizione. Gigetto poi mi ha invitato ad intervenire su un video, ideato da tale signor Nessuno, sul decreto “Banca d’Italia” e, ricordando le ore passate con lui sulle “dispense” di Analisi e Fisica, non posso non accettare. Premetto, caro Gigetto, che di quel video non sono riuscito ad ascoltare l’audio e dalle immagini ho capito ben poco, ciò non toglie, però, che cercherò di trattare tutti i vari punti senza schierarmi e che ogni mia considerazione ha personali criteri valutativi. continua .........

Un caro saluto,Francesco

martedì 4 febbraio 2014

Il lato oscuro del narcisismo


Il recente, inverecondo, triviale attacco delle orde grilline al Presidente della Camera dei Deputati (e ad altri “non allineati”), mi dà il destro per fare alcune considerazioni circa l’impatto –sociale, politico, culturale- dei social networks sulla Società e, in particolare, su quella italiana.
Penso che la mia ritrosia, quasi avversione, alla loro utilizzazione sia nota anche in Paupasia; Oliviero sostiene che sono “antico”, anzi “vetusto” e che non sono capace di vivere nel mondo di oggi, rifugiandomi -sicut ultimo Giapponese- nella jungla del mio mondo, ahimè, perduto.

A parte il fatto che io, in “quel” mondo mi ci trovo da dio, i continui e sempre più gravi episodi di aberrazione per il mezzo dei social rafforzano la mia convinzione che essi sono, appunto, solo dei “mezzi” per facilitare alcune azioni e non il “fine”, sul cui altare si sacrificano la propria intelligenza, la propria autonomia, la propria dignità, fino a diventarne schiavi.

Prima di darmi del retrogrado, provate a seguire il mio ragionamento.
Questi social hanno fatto la loro comparsa da poco (mi sembra che Facebook abbia, da poco, compiuto i suoi primi dieci anni); lo scopo era quello di abbattere le distanze, di ricercare, magari di ritrovare amici perduti e di “farsi quattro chiacchiere” gratis. Tutti intenti nobilissimi, non c’è che dire; ma…ma questo strumento -che è assurto a totem feticistico di masse sempre più numerose- ha svelato il suo “lato oscuro”: quello, cioè,  di trasformare la realtà in finzione virtuale, per non parlare dell’assassinio della Lingua.

E così, quasi attempati ‘antenni hanno incominciato a litigare con l’anagrafe (e pure con la tecnologia”) pur di “apparire” giovani, non provando vergogna a scrivere frasi che stonerebbero pure in una scuola materna; casalinghe e minorenni hanno mandato al diavolo ogni remora e si compiacciono di “apparire” come sciantose (a premessa di ben altre e più remunerative attività); politici fedifraghi e menzogneri non si vergognano di “apparire” come salvatori della patria; semianalfabeti non lesinano fregnacce pur di “apparire” tuttologi che pontificano su i massimi siatemi.
Ecco, quale è il verbo più ricercato, Ragazzi: apparire.

Cioè, dare ad intendere quello che non si è o che si vuole che si creda si sia, in una continua, affannosa corsa verso un narcisismo sempre più spregiudicato e fatuo; una esasperata, affannosa corsa al voler proiettare all’esterno una propria “immagine”,  in un contesto che si vuol dare ad intendere sia “spontaneo”, “autentico”, “disinibito” ed, invece, è solo una patetica rappresentazione del più sgangherato individualismo.

Guardate quello che sta succedendo con i selfie e, poi, dimostratemi che ho torto!

Questo uso sconsiderato ed egoistico rappresenta la più clamorosa smentita delle buone intenzioni iniziali, nel senso che, invece di favorire la conoscenza reciproca in una dimensione globale, si è arrivati ad una puerile ostentazione della propria immagine, delle proprie fisime, così chiudendosi in se stessi e perdendo la voglia e la capacità di un confronto reale; cioè, invece di aprirsi al mondo, si riduce il mondo a se stessi!
Ma se queste azioni attengono alla sfera individuale -ed ognuno è libero di sputtanarsi nel modo che ritiene più consono alla propria indole (non parlerei di “dignità”, perché mi sembra eccessivo!)-, le cose cambiamo radicalmente quando si utilizzano quei mezzi per scopi, diciamo così, “sociali” o politici.

E l’esempio che ho riportato all’inizio rappresenta un serio campanello d’allarme circa la pericolosa deriva su cui continua a scivolare la già sgarrupata società italiana, nel senso che  personaggi indubbiamente abili ma senza scrupoli non esistano a far leva su obiettive difficoltà, utilizzando in maniera subdola i mezzi informatici a disposizione per manipolare le menti più deboli. E così, si dà libero sfogo a reazioni primitive da parte di persone incarognite e frustrate di sfogare la loro rabbia,  coperte dall’anonimato.
E’ di tutta evidenza che la spregiudicatezza di questi moderni agitprop, sommata alla ingenuità, all’ignoranza, al livore dei destinatari, genera una dirompente miscela di qualunquismo totalmente privo di decenza, di Principi, di limiti morali; una miscela la cui pericolosa virulenza è direttamente proporzionale alla paura che si ha della “vittima”, nel senso che più se ne ha e maggiore è la forza con cui la si attacca, la si offende, la si dileggia, la si espone al pubblico ludibrio.

In conclusione, stiamo vivendo in un mondo sempre più (e solo) virtuale in cui le manifestazioni più vere, più sincere, più sacre dell’animo umano (Amore, Amicizia, Odio…) hanno perduto le loro naturali espressioni di schiettezza, di rapporto fisico; non sono più né concrete, né fisiche, né sanguigne, né dolci; si sono disumanizzate:  sono solo espressioni posticce.
Dall’idea iniziale che si potesse realizzare una agorà di pensiero ed una vivida scorciatoia per socializzare, si è arrivati ad avere uno sfogatoio di alterazioni, di false identità, di disperata ricerca di “amici” da parte di chi, probabilmente, di Amici non ne ha mai avuti.

Nella storia millenaria dell’Uomo, non era mai esistito che la “comunicazione” avvenisse senza essere inquadrata in un sistema disciplinato e controllato, anche quando era distorta; e i tanti  Goebbels ce lo insegnano!
Perché non prendiamo in considerazione il fatto che c’è gente che non ha abboccato e che vive bene lo stesso, anzi, forse, meglio?!

Un abbraccio a Tutti,

Ettore  l’ultimo Giapponese.

domenica 2 febbraio 2014

Luci crepuscolari

                                CREPUSCOLO 
 Il vocabolario della lingua italiana dà la seguente definizione “luce attenuata che precede l'alba o segue il tramonto...”.
 Il crepuscolo, quindi, nasconde in sé qualcosa di indefinito: seguirà una radiosa giornata o o una oscura nottata? In questa incerta luce medito.

          L'ULTIMO dei MOHICANI
Perdonami Italia se ti amo di un amore non democratico che mi spinge a chiamarti Patria e non nazione, che mi impedisce di sentirmi cittadino dell'Europa delle banche.

Perdonami Italia se ti amo di un amore politicamente non corretto che non mi fa chiamare operatori di pace i nostri soldati che rischiano la vita all'estero, che mi fa diffidare della società multietnica.

 Perdonami Italia se ti amo di un amore reazionario e culturalmente arretrato che mi spinge ad amarti perché sei la mia terra, perché sei la terra dei miei avi, la terra dove vivono i miei figli e i miei nipoti.

 Perdona Italia l'ultimo dei Mohicani.


           CIMITERI di GUERRA 
Tra il profumo dei pini una croce, una data ,un nome: una tomba; croci bianche che si arrampicano sul dolce pendio e si perdono nel verde del prato; un soffio di vento tra i rami sussurra una preghiera che vola via nell'ombra della sera. Cimiteri di guerra :anonimi soldati morti sotto cento bandiere, or sotto una sola croce accorpati.

Vi abbraccio tutti,
 Massimo RICCOBALDI.