
Ieri pomeriggio, invitato dal comitato organizzatore, mi sono recato allo Stadio Comunale di Finale Emilia per la posa della prima zolla (sintetica) del campo di calcio. Lo stadio, che fino a pochi giorni fa era occupato da una delle tante tendopoli allestite in quelle zone dopo il tremendo terremoto del 20/29 maggio 2012, non era proprio nelle migliori condizioni. Le tende (4x4 mt.) avevano lasciato grandi impronte rettangolari sul terreno di gioco e l’erba, di uno strano colore, era poca e presente solo in alcune zone del campo (il resto era ghiaia e sabbia). Ho pensato ai disagi e alle tragedie vissute dalle persone che per mesi hanno abitato su quel terreno e a quanto poco possa bastare, anche solo una zolla di finta erba, per far tornare il sorriso a chi ha tanto sofferto. E’ stata una breve e simpatica cerimonia, poche parole ma significative, qualche ringraziamento e la benedizione del giovane parroco. Il Presidente dello Junior Finale ha ricordato il 150° Corso che, primo a donare, ha contribuito a far sì che i ragazzini della società sportiva potessero continuare a praticare il loro sport preferito. Anche il giovane Sindaco ha avuto parole di elogio nei confronti del 150° che ha fatto scoprire a lui e ai suoi concittadini l’Accademia Militare di Modena, i suoi uomini e i valori che custodisce, un’Istituzione, fino al giorno della cerimonia di consegna del denaro raccolto dal Corso Montello, sconosciuta e inaccessibile.

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Oliviero
Non c'è che dire, caro Oliviero: sei proprio fortunato!
RispondiEliminaHai avuto infatti l'occasione di rappresentare il Corso ad una cerimonia, £semplice nella forma ma profonda nel significato", in cui è stato, anche, ricordato quanto ha fatto il 150° a favore di quei ragazzi tanto sfortunati.
Io sono orgoglioso e contento di aver contribuito ad aiutare un poco chi aveva perso tutto; e lo sono anche perché essere invitati, essere ricordati pubblicamente e senza che nessuno lo avesse chiesto, sta a dimostrare la correttezza della scelta che facemmo circa due anni fa.
Questo legame affettivo che si è instaurato è il risultato di un piccolo atto di generosa partecipazione e dimostra che si può contribuire a far tornare il sorriso anche aiutando una squadra di calcio di ragazzini e non solo costruendo scuole o capannoni.
Personalmente, caro Oliviero, ti ringrazio di averci dato l'opportunità di poter conoscere gente così: tutto cuore, tanta dignità e tantissima operosità.
Un abbraccio,
Ettore.