martedì 10 dicembre 2013

Intimità profanata


Modena, il cortile di Palazzo Ducale apre al pubblico
Sabato 7, sabato 21 e martedì 24 dicembre, in occasione del periodo natalizio, sarà aperto il passaggio pedonale da piazza Roma a corso Vittorio Emanuele attraverso il Cortile d’Onore del Palazzo Ducale. L’iniziativa, frutto di un accordo tra il Comando della Accademia Militare e il Comune di Modena nell’ambito del progetto di pedonalizzazione di piazza Roma, è volto a favorire l'accessibilità e la frequentazione del Centro Storico. L’apertura, in programma, a carattere sperimentale, verrà attuata dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (il 24 dicembre solo la mattina).

Questa notizia, apparsa sulla cronaca cittadina di Modena, mi è stata inviata qualche giorno fa dal buon Oliviero che, nell’occasione, ha fatto ricorso a tutto il Suo vocabolario apologetico per glorificare l’iniziativa, arrivando ad affermare che, quando tutto si sarà concluso, l’intero complesso storico diventerà “uno dei più bei salotti d’Italia”.
Tra le altre cose, sempre il buon Oliviero –in piena trance “salottiera”- metteva in evidenza il fatto che i Modenesi considerano il Palazzo ducale è un po’ la loro “casa” e come, quindi, questa apertura rappresentasse quasi una riappropriazione, anche se in comproprietà e limitata nel tempo e nello spazio,  di un Loro bene.

Questo, in sintesi il pensiero olivierano: io, però, che ho nel cuore Modena solo perché vi è allocato un luogo dove ho trascorso due anni meravigliosi (visto che, da assiduo inquilino della “tabella”, non è che abbia avuto modo di conoscerla), io dicevo non è che sono molto d’accordo e Vi spiego pure perché.
Io, di quel Cortile, sono geloso, perché lì sono custoditi i ricordi più sacri della mia vita; lo considero un po’ come un tabernacolo: un luogo, cioè, cui possono avere accesso solo i sacerdoti di una fede che non è dato da spartire con nessuno, salvo snaturarla nella sue essenza più intima.

Sono geloso perché, lì ed insieme ai miei fratelli di Corso ho urlato a Dio ed al mondo, alzando il braccio destro, il mio Giuramento di fedeltà e d’onore; perché lì ed insieme ai miei fratelli di Corso ho ricevuto – per custodirla e tramandarla- la “stecca”; perché da lì ed insieme ai miei fratelli di Corso ho intrapreso la via che mi portava alla Stelletta: alla vita che avevo scelto.

Sono geloso perché ogni sampietrino, ogni colonna, ogni pilastro di quel Cortile emana l’esaltante aroma di una Tradizione che va accettata e tramandata con tutte le sue liturgie, anche quelle che, agli occhi di un profano, potrebbero sembrare assurde; ma sono liturgie che vanno rispettate in toto, senza discuterle: non credo, infatti, che a nessun “Allievo” verrebbe mai in mente di attraversarLo “in diagonale”!
E poi, diciamoci la verità: questa iniziativa sarà pure “frutto dei tempi”, però a ben guardare, ai nostri di tempi, non è che tutto questo afflato dei Cittadini -sia per il Palazzo che per i Suoi inquilini- fosse così evidente, anzi. Certo, non si può negare a priori una seppur tardiva folgorazione “a Piazza Roma”, però, per me, ha sempre il sapore di una “profanazione” che risponde più a criteri utilitaristici e d’immagine che a vero amore verso l’Istituzione: a pensar male si fa peccato ma……!

Forse, potrei cambiare idea se la sensazione di aver individuato una scorciatoia pedonale o di potersi “fare una vasca”, diciamo così, “culturale”, fosse cancellata da un massiccio contributo per effettuare gli indispensabili lavori di restauro; non vorrei sembrare venale, infatti, ma mi sembra che, se il Palazzo –ancorché un po’ sgarrupatello- è ancora in piedi, il merito non può essere certo attribuito alla Città.
E lasciatemi concludere con una riflessione, amara, anch’essa “frutto dei tempi”. Quanto ho detto deriva dal fatto che io, come le altre migliaia di “ragazzi” che hanno avuto l’onore ed il privilegio di trascorrere due anni in quel luogo, considero il Palazzo la mia “casa”; tra le Sue mura, ho vissuto tutti i giorni sempre insieme alle stese persone, facendo con loro sempre le stesse cose, soffrendo –ma anche gioendo- con loro: chissà se per i nostri successori attuali rappresenta la stessa cosa o, piuttosto un semplice “albergo”?

Un abbraccio,
Ettore.

4 commenti:

  1. Caro Ettore
    mi trovi pienamente d'accordo...
    Ho trascorso solo un anno e poco più tra quelle mura perché lì ero arrivato con tutta la mia giovanile passione... Non è stato così.. ma tant'è.
    Ricordo quando arrivarono i nostri capelloni all'inizio del 2 anno e fecero loro salire lo scalone d'onore, cosa che per noi era off limits. Che scandalo!!
    Quel luogo rimane nostro ed in effetti lo sciamare e il cicalio di tanti estranei mi fa specie.
    Con affetto
    Massimo Garin

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  2. Se il Cortile si chiama d’Onore, un motivo ci sarà. Anche io sono geloso ma della …giovinezza. Ai nostri tempi i Cadetti erano solo maschietti e ora non più. E questo vuole dire che i tempi sono proprio cambiati. Sono talmente cambiati che , quando ci rivedemmo a Modena in quell’incontro informale, fu detto che l’apertura al pubblico, per un accordo col Comune, consentiva un notevole risparmio della bolletta dei rifiuti . Quando assisto a queste miserie in confronto agli sprechi miliardari dei nostri amministratori mi viene voglia di reagire, ma Francesco dice che non si può.
    E allora Domenica ho avuto una reazione "democratica" : non ci crederete ma sono andato alle primarie. Certo, ero cosi’ imbarazzato che, per non farmi vedere, sono andato subito dopo pranzo.
    Comunque sapete come sono e cosi’ non ho apposto due firme su tre previste ( una per l’autorizzazione a ricevere materiale propagandistico e l’altra per una mozione degli elettori ed iscritti al PD perchè non è il mio caso). Inoltre ho criticato anche il “contributo” di due euro perché , secondo me, non e’ democratico ed e’ incostituzionale.
    Mi hanno fatto votare lo stesso,però quando me ne sono andato la macchina non e’ partita: che mi abbia raggiunto qualche anatema “democratico”?
    Ho voluto contribuire anche io a far vincere chi vuole cambiare , chi vuole tagliare un miliardo di spese della politica, chi vuole cancellare le Province ed il Senato, chi ( e questa è la parte che mi piace di più) vuole abbattere una classe dirigente che rimpiange una dottrina criminale cancellata dalla Storia.
    Adesso vedremo se alle parole seguono i fatti altrimenti potremo vedere “Ballando sotto le Stelle(tte)” girato nel nostro Cortile!
    Scusate se ho approfittato di questo spazio. Un abbraccio a tutti.
    Giovanni

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  3. Francesco Miredi11 dic 2013, 16:45:00

    Mi è sparito il commento e proverò a riscriverlo, parola più parola meno....Caro Giovanni, in un momento di triste sconforto per la sconfitta della mia Juve, mi hai fatto piacevolmente sorridere perchè è la prima volto che condivido tutto, ma proprio tutto, del tuo scritto, anche le virgole. Se ti avessi vicino ti abbraccerei senza fraintendimenti; solo un virile, fraterno abbraccio fra maschietti. Per tutti, tiratevi su il morale con i discorsi parlamentari odierni sulla fiducia al governo. Ciao
    Francesco

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  4. Carissimo Ettore,
    ho letto il tuo articolo "intimità profanata" e ti assicuro che mi sono commosso. Come sai io vivo a Modena e ho modo di constatare la metamorfosi dell'Accademia, sempre più simile ad un Ateneo con sede in un palazzo storico,come ce ne sono tanti.
    Un giorno ho avuto modo di assistere al passaggio di una maratona attraverso il Cortile d'Onore e il Sacrario: grida, bottigliette lasciate cadere per terra dagli atleti. Era lo stesso Sacrario che noi salutavamo all'ingresso e all'uscita, lo stesso Sacrario con i nomi dei Caduti che onoravamo con la deposizione della corona, lo stesso Sacrario dove abbiamo depositato anche noi la corona ricordando i nomi dei nostri colleghi morti.
    Altro che al passo con i tempi, altro che salotto della città!
    Bravo Ettore per quello che hai detto e per come lo hai detto.
    Ti abbraccio,
    Massimo (meglio noto come Riccobaldi.)



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