Modena, il cortile di
Palazzo Ducale apre al pubblico
Sabato 7, sabato 21 e
martedì 24 dicembre, in occasione del periodo natalizio, sarà aperto il
passaggio pedonale da piazza Roma a corso Vittorio Emanuele attraverso il
Cortile d’Onore del Palazzo Ducale. L’iniziativa, frutto di un accordo tra il
Comando della Accademia Militare e il Comune di Modena nell’ambito del progetto
di pedonalizzazione di piazza Roma, è volto a favorire l'accessibilità e la
frequentazione del Centro Storico. L’apertura, in programma, a carattere
sperimentale, verrà attuata dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (il 24 dicembre
solo la mattina).
Questa
notizia, apparsa sulla cronaca cittadina di Modena, mi è stata inviata qualche
giorno fa dal buon Oliviero che, nell’occasione, ha fatto ricorso a tutto il
Suo vocabolario apologetico per glorificare l’iniziativa, arrivando ad
affermare che, quando tutto si sarà concluso, l’intero complesso storico
diventerà “uno dei più bei salotti d’Italia”.
Tra
le altre cose, sempre il buon Oliviero –in piena trance “salottiera”- metteva
in evidenza il fatto che i Modenesi considerano il Palazzo ducale è un po’ la
loro “casa” e come, quindi, questa apertura rappresentasse quasi una
riappropriazione, anche se in comproprietà e limitata nel tempo e nello
spazio, di un Loro bene.
Questo,
in sintesi il pensiero olivierano: io, però, che ho nel cuore Modena solo
perché vi è allocato un luogo dove ho trascorso due anni meravigliosi (visto
che, da assiduo inquilino della “tabella”, non è che abbia avuto modo di
conoscerla), io dicevo non è che sono molto d’accordo e Vi spiego pure perché.
Io,
di quel Cortile, sono geloso, perché
lì sono custoditi i ricordi più sacri della mia vita; lo considero un po’ come
un tabernacolo: un luogo, cioè, cui possono avere accesso solo i sacerdoti di
una fede che non è dato da spartire con nessuno, salvo snaturarla nella sue
essenza più intima.
Sono
geloso perché, lì ed insieme ai miei
fratelli di Corso ho urlato a Dio ed al mondo, alzando il braccio destro, il
mio Giuramento di fedeltà e d’onore; perché lì ed insieme ai miei fratelli di
Corso ho ricevuto – per custodirla e tramandarla- la “stecca”; perché da lì ed
insieme ai miei fratelli di Corso ho intrapreso la via che mi portava alla
Stelletta: alla vita che avevo scelto.
Sono
geloso perché ogni sampietrino, ogni
colonna, ogni pilastro di quel Cortile emana l’esaltante aroma di una
Tradizione che va accettata e tramandata con tutte le sue liturgie, anche
quelle che, agli occhi di un profano, potrebbero sembrare assurde; ma sono
liturgie che vanno rispettate in toto, senza discuterle: non credo,
infatti, che a nessun “Allievo” verrebbe mai in mente di attraversarLo “in
diagonale”!
E
poi, diciamoci la verità: questa iniziativa sarà pure “frutto dei tempi”, però
a ben guardare, ai nostri di tempi, non è che tutto questo afflato dei Cittadini -sia
per il Palazzo che per i Suoi inquilini- fosse così evidente, anzi. Certo, non
si può negare a priori una seppur tardiva folgorazione “a Piazza Roma”, però,
per me, ha sempre il sapore di una “profanazione” che risponde più a criteri
utilitaristici e d’immagine che a vero amore verso l’Istituzione: a pensar male
si fa peccato ma……!
Forse,
potrei cambiare idea se la sensazione di aver individuato una scorciatoia
pedonale o di potersi “fare una vasca”, diciamo così, “culturale”, fosse
cancellata da un massiccio contributo per effettuare gli indispensabili lavori
di restauro; non vorrei sembrare venale, infatti, ma mi sembra che, se il
Palazzo –ancorché un po’ sgarrupatello- è ancora in piedi, il merito non può
essere certo attribuito alla Città.
E
lasciatemi concludere con una riflessione, amara, anch’essa “frutto dei tempi”.
Quanto ho detto deriva dal fatto che io, come le altre migliaia di “ragazzi”
che hanno avuto l’onore ed il privilegio di trascorrere due anni in quel luogo,
considero il Palazzo la mia “casa”; tra le Sue mura, ho vissuto tutti i giorni
sempre insieme alle stese persone, facendo con loro sempre le stesse cose,
soffrendo –ma anche gioendo- con loro: chissà se per i nostri successori
attuali rappresenta la stessa cosa o, piuttosto un semplice “albergo”?
Un
abbraccio,
Ettore.
Caro Ettore
RispondiEliminami trovi pienamente d'accordo...
Ho trascorso solo un anno e poco più tra quelle mura perché lì ero arrivato con tutta la mia giovanile passione... Non è stato così.. ma tant'è.
Ricordo quando arrivarono i nostri capelloni all'inizio del 2 anno e fecero loro salire lo scalone d'onore, cosa che per noi era off limits. Che scandalo!!
Quel luogo rimane nostro ed in effetti lo sciamare e il cicalio di tanti estranei mi fa specie.
Con affetto
Massimo Garin
Se il Cortile si chiama d’Onore, un motivo ci sarà. Anche io sono geloso ma della …giovinezza. Ai nostri tempi i Cadetti erano solo maschietti e ora non più. E questo vuole dire che i tempi sono proprio cambiati. Sono talmente cambiati che , quando ci rivedemmo a Modena in quell’incontro informale, fu detto che l’apertura al pubblico, per un accordo col Comune, consentiva un notevole risparmio della bolletta dei rifiuti . Quando assisto a queste miserie in confronto agli sprechi miliardari dei nostri amministratori mi viene voglia di reagire, ma Francesco dice che non si può.
RispondiEliminaE allora Domenica ho avuto una reazione "democratica" : non ci crederete ma sono andato alle primarie. Certo, ero cosi’ imbarazzato che, per non farmi vedere, sono andato subito dopo pranzo.
Comunque sapete come sono e cosi’ non ho apposto due firme su tre previste ( una per l’autorizzazione a ricevere materiale propagandistico e l’altra per una mozione degli elettori ed iscritti al PD perchè non è il mio caso). Inoltre ho criticato anche il “contributo” di due euro perché , secondo me, non e’ democratico ed e’ incostituzionale.
Mi hanno fatto votare lo stesso,però quando me ne sono andato la macchina non e’ partita: che mi abbia raggiunto qualche anatema “democratico”?
Ho voluto contribuire anche io a far vincere chi vuole cambiare , chi vuole tagliare un miliardo di spese della politica, chi vuole cancellare le Province ed il Senato, chi ( e questa è la parte che mi piace di più) vuole abbattere una classe dirigente che rimpiange una dottrina criminale cancellata dalla Storia.
Adesso vedremo se alle parole seguono i fatti altrimenti potremo vedere “Ballando sotto le Stelle(tte)” girato nel nostro Cortile!
Scusate se ho approfittato di questo spazio. Un abbraccio a tutti.
Giovanni
Mi è sparito il commento e proverò a riscriverlo, parola più parola meno....Caro Giovanni, in un momento di triste sconforto per la sconfitta della mia Juve, mi hai fatto piacevolmente sorridere perchè è la prima volto che condivido tutto, ma proprio tutto, del tuo scritto, anche le virgole. Se ti avessi vicino ti abbraccerei senza fraintendimenti; solo un virile, fraterno abbraccio fra maschietti. Per tutti, tiratevi su il morale con i discorsi parlamentari odierni sulla fiducia al governo. Ciao
RispondiEliminaFrancesco
Carissimo Ettore,
RispondiEliminaho letto il tuo articolo "intimità profanata" e ti assicuro che mi sono commosso. Come sai io vivo a Modena e ho modo di constatare la metamorfosi dell'Accademia, sempre più simile ad un Ateneo con sede in un palazzo storico,come ce ne sono tanti.
Un giorno ho avuto modo di assistere al passaggio di una maratona attraverso il Cortile d'Onore e il Sacrario: grida, bottigliette lasciate cadere per terra dagli atleti. Era lo stesso Sacrario che noi salutavamo all'ingresso e all'uscita, lo stesso Sacrario con i nomi dei Caduti che onoravamo con la deposizione della corona, lo stesso Sacrario dove abbiamo depositato anche noi la corona ricordando i nomi dei nostri colleghi morti.
Altro che al passo con i tempi, altro che salotto della città!
Bravo Ettore per quello che hai detto e per come lo hai detto.
Ti abbraccio,
Massimo (meglio noto come Riccobaldi.)