lunedì 26 gennaio 2009

Amarezza di un ex guardiano del deserto.

Si sa, quando si arriva alla fatidica ed ineluttabile data del pensionamento si fa un bilancio della propria vita, mettendo sul piatto della bilancia sia il proprio personale impegno alla crescita dell’Azienda in cui si è lavorato sia quanto questo impegno possa aver contribuito a garantire un futuro –se possibile migliore- ai propri successori.
Quasi sempre, si tende ad essere piuttosto indulgenti verso se stessi, arrivando a sopravvalutare i propri meriti ma guardando con fiducia al futuro dell’Azienda che si sa essere solida e, soprattutto, apprezzata dai Capi.
Già, quasi sempre! salvo che per le Forze Armate italiane e, in particolare, per l’Esercito.
Ad essere onesti, non si può certo dire che nell’oltre mezzo secolo repubblicano Esse abbiano goduto di stima e di considerazione (non parliamo di “affetto” per carità di patria) sia nell’ambito politico sia presso la cosiddetta “opinione pubblica”. Dovevano esistere perché così imponeva l’adesione ad Alleanze internazionali ma mai un riconoscimento concreto, né tanto meno un provvedimento che le facesse apparire tra le principali componenti dello Stato: tanta vuota retorica e bilanci sempre più striminziti. Diciamo pure che venivano sopportate come un orpello di cui non si può fare a meno, salvo ricordarsi della loro esistenza quando servivano per tappare i buchi di altre istituzioni statali, ben più considerate e rispettate.
Ma occupiamoci dell’Esercito, del NOSTRO Esercito in cui abbiamo servito con lealtà per decenni e che abbiamo visto passare da una “ristrutturazione” ad un’altra e ad un’altra ancora, fino a ridursi ad una timida imitazione di quella che, nell’accezione più comune, viene definita una “forza” “armata”.
Ed in più, per giustificarne le utilizzazioni più “strane”, è stato pure accusato di “fare la guardia al deserto dei tartari”; come dire: al danno di averlo ridotto come una misera cenerentola stracciona, si unisce la beffa dell’accusa di non saper fare la principessa!
C’è da che essere indotti al suicidio nel constatare che quell’Entità astratta cui hai dedicato tutta la vita ed in cui avevi creduto fino a sopportare una buona dose di sacrifici per te e per la tua famiglia, è considerata come INUTILE.
Quanta amarezza in tutto ciò: quanta tristezza!
Eppure, a ben pensarci, noi “in Ausiliaria” qualche ricordo positivo lo abbiamo, qualche soddisfazione ce la siamo goduta, a parziale compensazione dei tanti sacrifici patiti. Ciascuno di noi ricorda con legittimo orgoglio le tante esercitazioni a fuoco fatte senza il minimo incidente; o le tante scuole-tiro di Artiglieria portate a termine; o le estenuanti esercitazioni in bianco “a partiti contrapposti” che duravano giorni e notti interi ma che, alle fine, ti facevano sentire come se li avessi passati in un albergo a cinque stelle, con piscina e sauna annesse.
Ciascuno di noi porta nel cuore il ricordo delle migliaia di soldati che hanno obbedito ai suoi ordini, che si sono fidati di lui, che con lui affrontavano la pioggia, la neve, il fango, il solleone e con lui si facevano pure una cameratesca grigliata mista sul fuoco di un bivacco.
Possiamo dire, noi “in Ausiliaria”, che, pur nella miseria più nera e con il “fil di ferro” sempre a portata di mano, noi, SOLDATI, lo siamo stati sul serio ed abbiamo potuto addestrare altri soldati.
Ma i nostri successori che speranze hanno? Che faranno tutti i giorni se la mannaia sui bilanci imporrà come obiettivo, al massimo l’addestramento di squadra o non consentirà l’effettuazione di nessuna suola-tiro o garantirà un’efficienza dei mezzi ridotta al 30-40%?
E, questo, vogliamo continuare a chiamarlo “Esercito”? E temo che anche in mare ed in cielo le cose non andranno meglio!
Allora, cari successori, noi dobbiamo chiedervi scusa per quanto vi abbiamo lasciato in eredità; vi dobbiamo chiedere scusa se non siamo stati capaci di proteggervi dall’indifferenza e dall’ ostilità che si nutrono nei nostri e nei vostri confronti; vi dobbiamo chiedere scusa se, dopo la “campagna della monnezza”, dovrete affrontare quella della “salute pubblica” e chissà quante altre ancora, finché esisterà un simulacro in uniforme da spremere.
Ci dispiace molto, cari successori: ce l’abbiamo messa tutta, credeteci, per lasciarvi in eredità un Esercito migliore del nostro ma, con tanta amarezza, dobbiamo constatare che vi abbiamo lasciato solo un ammortizzatore sociale.
(E.M)

3 commenti:

  1. Riporto integralmente una dichiarazione dell'On. Arturo Parisi , unico parlamentare ad essersi espresso sulla questione chiedendosi inoltre quale sia l'obiettivo della dichiarazione del premier.
    "Il rischio è che si sposti il baricentro di un Esercito in via di ridimensionamento dalla funzione di difesa esterna a quella di ordine pubblico. L'esito inevitabile di questa spirale è la militarizzazione della società o la smilitarizzazione delle forze armate o, paradossalmente, entrambe."
    - dalla "Stampa" del 26 genn.2009

    RispondiElimina
  2. Condivido appieno le amare considerazioni di Ettore e Fabio. Mi chiedo solo se la colpa di questo stato di cose debba essere attribuita solo agli altri e non anche a noi stessi. Siamo sicuri che tra di noi, e in questo momento mi riferisco in particolare a coloro che sono in servizio, coloro che sono in "Ausiliaria" e , last but not least, anche a coloro che sono nella "Riserva", ci siamo sempre dimostrati il rispetto che ci aspettiamo dagli altri? Le mie esperienze personali di questi ultimi tempi (che non cito per non scadere nella polemica) mi porterebbero a pensare che questo rispetto non ci sia e quindi mi fa male, ma non mi meraviglia la scarsa considerazione dimostrata dal Presidente del Consiglio.
    D'altra parte la mancanza di prese di posizione dei nostri vertici (e dire che ci avevo sperato in un sussulto di dignità) dimostra che ci meritiamo questi trattamenti.

    RispondiElimina
  3. Cari Amici, non ho mai rispettato l'attuale "presidente del consiglio" anche se in maggioranza chi vince governa . Ho sempre ritenuto che consideri utili solo i suoi servi schiocchi ed evidentemente le FFAA in questo momento non ne fanno parte.Disprezzare e fare battutacce fa parte del personaggio salvo poi fare retromarcia, mai scusandosi, ma accusando la platea di non avere capito.Ve la ricordate la faccia di Fini durante il precedente governicchio quando diede del KAPO' al Signor Shultz.Abbiamo avuto un Ministro della Difesa nel precedente governo( con tutti i suoi problemi e le sue colpe) che una rivista militare come RID (non mi pare che Nativi sia di sinistra), ha ampiamente apprezzato insieme al sottosegretario Forgieri e che se non ricordo male aveva aumentato gli stanziamenti appoggiando anche Finmeccanica nei contratti esteri. Ma tant'è, ci teniamo La Russa che potrebbe andare bene(forse) in una rivista di avanspettacolo. Ridicolo il suo intervento in seconda serata proprio con Nativi tempo fa in merito agli alloggi demaniali. Quindi cosa pretendiamo??? L'abbiamo votato e ce lo teniamo
    Massimo Garin

    RispondiElimina

Scrivi qui i tuoi commenti .