venerdì 28 maggio 2010

Fantapolitica ?



Questa mattina ho sentito, in radio, un’intervista del procuratore anti mafia Grasso che, ne sono certo, non avrà la risonanza mediatica che merita; in relazione alla strage di Firenze, di 17 anni fa, egli ha detto che è sempre più evidente un ruolo marginale, o comunque meramente associativo della mafia, alla quale si sono affiancate forze politiche di nuova generazione con l’intento di prendere le redini del paese dopo tangentopoli.
Non so se questa convinzione, fatto da un uomo che si è sempre dissociato dalle fazioni politiche, si basi su elementi oggettivi o solo su intuizioni, è certo, però, che lo scenario che essa rappresenterebbe sarebbe devastante sia per coloro che si approcciano alle questioni politiche per il soddisfacimento di un ideale; sia per coloro che cercano la soluzione ritenuta migliore per risolvere i problemi sociali; sia per coloro che, sull’assunto “tanto sono tutti uguali” si disinteressano completamente. Si perché tutti noi, a qualunque dei sopra citati gruppi si appartenga, paghiamo le conseguenze di decisioni prese da soggetti che apparentemente tutelano i nostri interessi e che, in realtà, hanno scopi egoistici, di potere e di profitti esclusivamente propri.
La crisi economica in atto non è figlia di calamità naturali o di mancanza di materie prime; essa è la logica conseguenza di indirizzi economici e sociali tendenti ad agevolare gruppi od operazioni rappresentanti, rispetto alla massa, un minimum. Se così non fosse non si spiegherebbe perché sia aumentata la povertà nei ceti medio bassi mentre le grandi ricchezze si sono incrementate in maniera esponenziale. Pensate alle vecchie famiglie con tanti figli che lavoravano per essa e i cui proventi erano amministrati dal genitore preponderante; se questo era onesto e poco capace, la sua imperizia causava un depauperamento generale ed uguale in tutti; se invece tendeva ad agevolare qualcuno in particolare, creava disparità patrimoniali con conseguente odio e rancore.
La stessa cosa vale in una compagine sociale più ampia dove le conseguenze di atti contrari all’interesse comune sono talmente facilmente prevedibili che è difficile credere sulla buona fede, magari dabbenaggine, di chi li pensa e li esegue.
Analizziamo due possibili scenari che potrebbero derivare dagli ultimi provvedimenti del Governo: il primo riguarda la soppressione delle Provincie con meno di 200.000 abitanti; il secondo l’abbattimento dei costi politici negli Enti territoriali.
Il Governo ha dichiarato che è stata emanata una legge che sopprime le Provincie con meno di 200.000 abitanti e Bossi ha dichiarato che se sopprimono Bergamo sarà secessione. Ora la soppressione delle Provincie può essere fatta con una legge ordinaria (non avente l’iter di quelle costituzionali) ma necessita del parere positivo dei Comuni altrimenti diventa incostituzionale. Possibile che questo piccolo ma fondamentale elemento non sia stato valutato prima di fare proclami? Se realmente dovessero attuare la legge sulla soppressione e qualcuno chiede di dichiararne l’incostituzionalità, è quasi automatico che la legge venga soppressa … di chi sarà allora la colpa, dell’Organo Costituente fatto da ex comunisti che non amano l’Italia e che prediligono gli sprechi?
Se si analizza, anche in maniera superficiale, l’abbattimento dei costi politici negli Enti territoriali, risulta evidente che la scure è stata utilizzata principalmente riguardo i servizi dati alla comunità piuttosto che sul costo dell’apparato politico (al contrario, è stato previsto un aumento della paga per i consiglieri comunali). I servizi più colpiti sono la sanità e l’uso del territorio con la logica conseguenza che i più deboli, e quelli del sud in particolare, dovranno ancor più stringere la cinghia e, come avveniva nelle famiglie patriarcali condotte in maniera ingiusta, crescerà l’odio, il rancore e l’attività illecita.
Perché, allora, vengono fatte certe scelte!? Possibili che esistano menti così diaboliche da creare continuamente finti bersagli per raggiungere obiettivi diversi!? Possibile che la vera fantapolitica sia quella che viviamo giornalmente!?.
Un abbraccio a tutti
Francesco

4 commenti:

  1. Caro Francesco
    Come tutti i giorni, arrivo in ufficio, butto un occhio sui due o tre quotidiani che normalmente acquisto, leggo la posta elettronica e mi collego al blog del nostro corso.
    Ti confesso che leggo le tue analisi con una certa soddisfazione probabilmente perché vi è una certa sintonia di pensiero. Anche Ettore scrive cose che normalmente condivido (è sempre il Buon Vecchio Ettore!!!).
    Evito però di inserire commenti perché la mia vena polemica alla quale seguono normalmente identici comportamenti (sono rimasto una gran testa di c…..).
    Oggi però devo dire la mia .
    Siamo solo vittime di noi stessi dei nostri comportamenti .
    Vivo in una cittadina che da anni e governata da una amministrazione (Piemonte, profondo Nord) che la stà portando allo sfascio. Il sindaco con brevi interruzioni sicuramente programmate, è lo stesso da quindici anni e la gente ha continuato a votarlo.
    La sua forza: entrature in vari enti quali provincia, azienda rifiuti, enti locali ecc. dove riesce a piazzare chi lo omaggia.
    Tempi addietro era fortissimo anche nel settore delle Forze Armate. Infatti i giovani scampavano alla leva o comunque riuscivano ad arrivare a casa a vario titolo.
    E la gente lo ha votato…..
    Le opere incompiute non si contano… Il paese è sporco e maltenuto…L’immobilismo amministrativo è evidente..
    Questo è lo specchio dell’Italia reale che si ribalta dal comune a tutto il paese…
    Francia o Spagna purchè se magna…
    Ieri un ridicolo ometto dopo aver promesso caviale e fica per tutti, ci ha detto che dobbiamo fare dei sacrifici.
    Un abbraccio
    Massimo

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  2. Carissimo Massimo purtroppo anche Stalin ed Hitler sono stati voluti ed osannati dal popolo il quale, probabilmente, parte sempre in buona fede. Il problema principale sta nel comprendere la nostra effettiva capacità di percezione delle cose e di quanto questa possa essere offuscata da bisogni corporativistici o dalla semplice volontà di non pensare. Fino a quando me ne sarà data la possibilità, io continuerò a scivere sul blog perchè ritengo importante che certe sensazioni o valutazioni o, più semplicemente, la voglia di comprendere, restino vive e siano sempre alimentate anche con esternazioni prive di eco. Per questo invito anche a te ad esprimerti senza remore, sia quando concordi sia quando la vedi in maniera diversa perchè tutto ciò che diciamo ha un senso per coloro che sanno ascoltare.
    Ti abbraccio
    Francesco

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  3. Vecchiacci che non siete altro,
    chi e che cosa vi avrebbero indotto a parlare di concessione della "possibilità" di esprimere le vostre opinioni sul nostro Blog?!
    Pur se la cosa potrebbe sembrare una contraddizione in termini, personalmente ho quasi sempre avuto la possibilità di esprimere la mia opinione nei confronti dei tanti Comandanti che ho avuto.
    E, con quei pochi con cui non mi è stato possibile, è stato perché gli stessi sono conosciuti in tutto l'Esercito come gli archetipi dell'arroganza e della supponenza: degni eredi dei responsabili di Custoza, Lissa, Caporetto e dell'8 settembre.
    Quindi non rompete e continuate (continuiamo) a raccontarci in tutta franchezza come la nostra onestà intellettuale ci fa vedere la realtà che viviamo.
    Ma veniamo al problema.
    Francesco, con la lucidità e la competenza che lo contraddistinguono, fa un'analisi spietata delle anomalie che affliggono questo disgraziato Paese da almeno una quarantina di anni.
    Siccome quello che afferma è vero, sarebbe idiota dire il contrario, salvo -almeno secondo me- nelle sue conclusioni, quando accomuna le probabili conseguenze di un'azione governativa ad una distorta gestione familiare da parte di un patriarca.
    Quando tu, caro Francesco, parli di conseguenze negative sui cittadini di oltre un terzo del territorio nazionale, le fai risalire all'azione governativa in questione, mentre io sono d'accordo con Massimo quando le attribuisce, invece, al malcostume dei vari "politici" locali che, nonostante tutto, continuano ad essere eletti.
    Non credo che tu (che pure un pò di pelo sullo stomaco ce lo dovresti avere, non fosse altro che per sopravvivere nel tuo mondo certamente non popolato da angioletti!) possa disconoscere che gli Amministratori ai vari livelli di quelle terre cui tu accenni non abbiano mai brillato per efficienza, trasparenza ed onestà, non solo intellettuale.
    Non credo che sia corretto ricercare la causa degli inevitabili sacrifici in un provvedimento governativo necessario ed indilazionabile, anche se, more solito, sembra si stia progressivamente annacquando sotto la spinta concentrica delle varie corporazioni, tra cui spicca in maniera vergognosa quella dei magistrati.
    Tu accenni ad un ridimensionamento dei "servizi" ed io ti chiedo: ma di che cosa stiamo parlando? per caso della stessa cosa che si intende a Milano, o a Bologna o a Vipiteno?
    Secondo me, non c'è niente da ridimensionare, per il semplice fatto che non si può ridimensionare il Nulla.
    Sagge parole, in proposito, da parte del Governatore Draghi quando, solo ieri, ha individuato nella malavita organizzata e nela corruzione i veri ostacoli per qualsivoglia progresso; e, guarda caso, in quelle terre i due fenomeni la fanno da padroni!
    Un abbraccione,
    Ettore.

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  4. Carissimo Ettore, è innegabile che il sud sia stato mal governato dagli amministratori locali; rappresenti la culla della mala vita organizzata; sia popolato da gente con mentalità levantina ed assistenzialista etc. etc. etc. ma, sino a questo momento, ha vissuto su un substrato economico sociale permesso e voluto dai governi centrali. La Cassa del Mezzogiorno, l'Insud, l'Italsider, Gioia Tauro, sono state create dai governi di centro e di centro sinistra che promettevano lavoro per acquisire voti, esattamente come ha fatto Berlusconi da quando è entrato in politica. L'unica differenza fra i diversi schieramenti consiste nel fatto che i primi nascondevano il fallimento degli investimenti fatti chiudendo gli occhi, con la complicità dei politici locali, sugli sprechi e la malversazione (falsi invalidi, aiuti economici non dovuti etc.); il secondo ha dato solo promesse che non manterrà nascondendosi dietro i dictat della Lega. Io non nego la necessità di dare un freno ai servizi ma, nelle attuali condizioni economiche e in costanza di una assoluta mancanza di investimenti pubblici e privati, al sud, la povertà aumenterà in maniera esponenziale e, con essa, le ingiustizie sociali. I servizi che, a mio avviso, sono irrinunciabili e che devono essere dati a tutti gli italiani, sono quelli che attengono la minima possibilità di mantenere una propria dignità e sono: la sanità, il minimo sostentamento; l'istruzione; la sicurezza; la giustizia. Secono te sono servizi distribuiti in egual maniera?
    Non esiste una censura sul nostro blog e non mi riferivo a questo, spero, però, che aumentino coloro che partecipano attivamente.
    Ti abbraccio
    Francesco

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