
Per farci riflettere sulla situazione a L’Aquila, Zuff ci propone questa significativa foto di un tavolo per scopone allestito (e frequentato!) all’interno di una pensilina-fermata-autobus nei pressi del Centro storico, nonché lo stralcio della prima parte di un articolo di Stefano Torelli, pubblicato su “Limes” in occasione sia 1° che del 2° anniversario del terremoto del 6 aprile 2009: quando si dice l’attualità!!!
Esiste l’Italia? A L’Aquila una parte di Italia sicuramente c’è e si può vedere. L’Italia spaccata, divisa in due, contraddittoria, confusa. Quell’Italia per cui qualsiasi argomento, ogni evento, ogni parola detta, viene ricondotta alla competizione politica che spacca il Paese da un quindicennio a questa parte. A L’Aquila l’Italia sembra esserci. Il clima che si respira è quello di una città che ha perso la propria identità, distrutta sotto i colpi di una tragedia naturale (e poi, sociale, economica, ambientale…) troppo grande per poter essere affrontata da sola, ma in cui sono riconoscibili benissimo i segni di un’Italia che, laddove meno te l’aspetti, si manifesta in tutte le sue caratteristiche. Il terremoto è servito a far schierare i cittadini aquilani da una parte o dall’altra della barricata politico-mediatica, non certo a unire le proprie forze e mostrare segni di compattezza e aggregazione o di consenso.
Al contrario: da subito dopo il sisma, i cittadini hanno cominciato ad approvare senza giudizio o, al contrario, a condannare senza appello, qualsiasi decisione presa per il territorio dall’alto. Con o contro. Lo spaesamento e il dolore per una città in macerie non hanno contribuito a fare quel passo in avanti verso nuove linee di pensiero, ma hanno anzi riportato l’Italia a L’Aquila. Ecco in che misura esiste l’Italia nel capoluogo abruzzese: esiste perché vi è stato trasferito lo spirito che ne muove il (non-)dibattito socio-politico. Esiste al prezzo di una città che, invece, non esiste più. L’Italia sta sopravvivendo a L’Aquila."
se dobbiamo commentare o riflettere sul concetto di un'Italia divisa c'è ben poco da dire, è lapalissiano.Il fatto è che questa divisione non ha nulla di razionale e ogni volta che si deve discutere di un fatto concreto, non ci permette mai di analizzarlo attraverso dati oggettivi. A proposito del terremoto, Suf aveva pubblicato un suo pensiero intitolandolo "Bertolaso ha fatto bingo", vorrei sentire da lui, ora, qual'è la situazione e se tutte le promesse fatte sono state mantenute. La domanda non ha alcun movente di natura polemica; vorrei solo sapere, da un amico che vive sul posto, se, almeno in questo caso, ai ridondanti proclami di efficienza e laboriosità ha fatto seguito un risultato concreto.
RispondiEliminaCiao a tutti
Francesco
Caro Miredi, poni la domanda, come tutti: sono state mantenute le promesse? Non è questo il problema.
RispondiEliminaL'emergenza è stata gestita nel migliore dei modi, non ci sono baracche, ogni cittadino vive in abitazioni civili, magari piccole, ma sempre di abitazioni si parla. Molti sfruttano ancora la situazione in albergo o in altre strutture ricettive a spese dello stato. In tutto il cratere sono ancora 37 mila le persone assistite (?) Dati ufficiali.
Passiamo al problema: chi deve ora ricostruire? La parola spetta ai sindaci. I sindaci dei centri minbori procedono, sicuramente per loro è più facile. A L'Aquila il sindaco è di sinistra ed è sostenuto da una maggioranza che è divisa nel proprio interno. Il sindaco poco più di un mese fa' aveva rassegnato le dimissioni perchè sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Poi le ha ritirate. Il sindaco faceva parte integrante della struttura commissariale che gestisce la ricostruzione, era il vice, ed ogni sua parola veniva ascoltata e si faceva come lui desiderava. Perchè si è dimesso? Dal Consiglio comunale non esce un progetto. I soldi ci sono. Il problema è sempre lo stesso: LA DESTRA, CHE FA CAPO AL COMMISSARIO PRESIDENTE DELLA REGIONE, DEVE PASSARE PER INEFFICIENTE. Ora sembrerebbe addirittura raggiunto un accordo bipartisan in consiglio comunale.
Infine vorrei ricordarti che anche con progetti approvati, con soldi prontamente disponibili e quanto altro necessario non basteranno quindici anni, ad essere ottimisti, per la ricostruzione.
In conclusione, quali altre promesse dovevano essere mantenute?
Il problema ora è solo locale. Potrei parlarti ancora del "popolo delle cariole", dei vari "comitati" spontaneamente costituiti sotto varie sigle (eletti da chi?) poche persone, gruppuscoli con chiari intendimenti politici sostenuti da chi li vuole mantenere in vita ed all'occorrenza accorrono a manifestare. Mi fermo, per non essere denunciato ...
Questa è la situazione, pertanto quali sono le promesse non mantenute? Questa è l'idea che si vuol far passare.
Non parlo politicamente, sono i fatti reali.
E' difficile spiegare.
Ciao Suff
Grazie Suf per la risposta ma non comprendo chi dovrebbe denunciarti, stai facendo solo la cronaca di ciò che vedi. Che tu ci creda o no la mia non era una domanda di sinistra contro la destra e mi auguro sinceramente che coloro che gestiscono i soldi stanziati, di qualunque colore siano, lo facciano bene e presto.
RispondiEliminaTi abbraccio
Francesco
Caro Zuff,
RispondiEliminaconcordo con quanto dice Francesco circa l'inoppugnabilità della tua cronaca che, proprio perché tale e fatta da un Cittadino intellettualmente onesto, è la fotografia della realtà.
Ma è proprio questa "fotografia" che mi annichilisce: anzi mi fa proprio incazzare!
Tu dici -e non ci sono dubbi che sia vero- che delle miserabili lotte ideologiche (sic!) sarebbero alla base della mancata, razionale tempestività della ricostruzione di un Bene che appartiene a tutti, a prescindere dal colore politico.
Zuff: ma è allucinante, è assurdo, è fuori dalla Logica!!!
E tu ti preoccupi che, dire il vero, implicherebbe una denuncia?!
Scusami: ma quell'accozzaglia di cui hai tratteggiato solo i profili, chi la denuncia?!
Allora, dato che non ti mancano né la fantasia né il mordente, fonda anche tu un "comitato" ed intitolalo "Menenio Agrippa", tappezza la Città di manifesti con il suo apologo: chissà se l'acclarata ignoranza dei cosiddetti politici ne verrà scossa...insieme alle loro coscienze?!
Un abbraccio con grazie,
Ettore.
Cari amici, la denuncia potrebbe venire per quel che non ho detto, ovvero chi li paga.
RispondiEliminaGrazie. Zuff