
Fra i ricordi dell’infanzia, quando non mi comportavo come i miei genitori avrebbero voluto, l’anatema abituale era: “se continui così ti mettiamo a pane ed acqua”.
Non sono mai stato particolarmente incline ai piaceri della tavola e, pertanto, la cosa non mi spaventava affatto perché, in fondo in fondo, avrei avuto gli alimenti che, anche da soli, riescono a tenere in vita una persona.
L’acqua è l’elemento naturale più importante per l’uomo e la natura, sin’ora, è stata generosa nei confronti di gran parte della popolazione mondiale tanto che i posti dove la civiltà stenta ad attecchire sono proprio quelli dove essa scarseggia.
Oggi alcuni grandi magnati dell’industria vogliono mettere le loro mani anche su quel bene e, visto che siamo lontani dai tempi delle conquiste territoriali e del colonialismo, tenteranno di farlo attraverso l’emanazione di leggi “volute dal popolo”.
Una di queste è oggetto del prossimo referendum ed è, forse, la meno conosciuta o la meno sentita perché, accanto ad essa c’è quella che tocca il nucleare, spauracchio mondiale dopo il caso Giappone.
Con l’approvazione del decreto “omnibus” il governo sta tentando di portare avanti ciò che definirei una perfetta strategia di marketing; togliere dal referendum l’oggetto più conosciuto e sentito dagli italiani per far loro disertare l’urna referendaria e far così passare le altre leggi; non cascateci.
Mi importa poco della legge sul legittimo impedimento (oggi si ricomincia a parlare di proporzionale e la gente, forse, sta dando la giusta importanza a dichiarazione che, per 18 anni, hanno rappresentato i messaggi pubblicitari berlusconiani) e non mi interessa quali siano i partiti che vogliono o che non vogliono il referendum; mi interessa che un bene primario, quale l’acqua è, non diventi oggetto di vendita nelle mani di pochi soggetti il cui unico scopo è il personale profitto.
Anche la prima legge della quale è stata chiesta l’abrogazione, quella che dà la possibilità di appaltare a privati alcuni pubblici servizi quali la sicurezza, è, a mio avviso, tanto sconosciuta quanto pericolosa perché nasconde la volontà di frazionare lo Stato indebolendo uno dei suoi cardini più importanti, le Forze dell’Ordine, ma questa ha una evidente connotazione politica e, perciò, il mio rimane un giudizio personale del quale non ne chiedo la condivisione.
L’acqua no, l’acqua è linfa vitale per il corpo e tante persone costrette, per povertà, a privarsi di tutto oggi possono averla gratis senza essere costretti ad elemosinarla; facciamo in modo che almeno questo non cambi.
Francesco
Caro Francesco,
RispondiEliminaio non "ci cascherò": per l'acqua e per il quorum!
Un abbraccio,
Ettore.
Io invece ci devo essere già cascato perchè non ci capisco più niente. Secondo Matteo Renzi, quella della remunerazione degli investimenti sull'acqua è una norma del governo Prodi nel 1996, ministro Di Pietro. Non si tratta quindi di una novità, ma pare che nessuno si fosse accorto degli immani danni prodotti dal profitto in un settore così vitale fino a quando l'allora ministro Ronchi (allora cdx) non presentò la sua legge che recepiva questo concetto, così come recepiva il concetto di privatizzazione del servizio introdotto da Bersani in un suo disegno di legge del 2009(credo). Ora il promotore dei Referendum (Di Pietro) seguito dal cagnolino scodinzolante Bersani dice di votare contro le loro leggi per abbattere Berlusconi il quale dice di votare secondo coscienza. Chi ci capisce qualcosa è bravo!
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