lunedì 16 aprile 2012

Aridatece er Puzzone!!!

Da più parti, anzi quasi da tutte si sente dire che “senza i Partiti non c’è Democrazia” (le maiuscole, per sottolineare il concetto astratto) e, quasi sicuramente, sarà così in tutti i Paesi maturi ed avanzati; purtroppo per noi, in Italia quei due sostantivi si possono e si devono scrivere solo con la minuscola, pur rispettando tutte le altre parole che si scrivono con la minuscola.
Ma siamo sicuri che esiste un rapporto diretto, biunivoco tra partiti e democrazia, non importa quanto e quali siano lo squallore e l’impotenza dei partiti stessi? Siamo sicuri che i “nostri” partiti siano l’unico baluardo contro eventuali velleità autoritarie? Non è, invece, che la frenetica bramosia auto-conservatrice di queste cattedrali dell’inefficienza, dello spreco e delle ruberie sia il motore che trascina nel discredito quelle Istituzioni che dicono di voler salvaguardare? Non è, insomma, che i primi “antipolitici” sono proprio e solo loro?
Per cercare di dare una risposta (almeno la mia) a questi interrogativi, vorrei ripercorrere con Voi, invece, le tappe della nostra vita che, nonostante l’abbiamo vissuta “al riparo dei muri delle nostre caserme” (come ci o almeno mi viene rinfacciato spesso e volentieri), in qualche maniera è stata influenzata o, peggio, condizionata da quello che avveniva al di là di quei muri.
Noi siamo la generazione che ha avuto l’infanzia e la giovinezza condizionate dai postumi terribili e tremendamente avari di quattrini del dopoguerra ma con una classe dirigente capace ed onesta; che ha avuto una maturità di decoroso benessere ma con una classe dirigente sempre meno capace e sempre meno onesta; che sta avendo una (quasi) vecchiaia dominata dall’incertezza per il futuro e con una classe dirigente oramai divorata dalla corruzione e dall’interesse privato: diciamo pure che non ci siamo fatti mancare niente! Ma siamo stati anche la generazione delle grandi illusioni: da quelle élitarie sessantottine a quelle meno nobili del post tangentopoli. Come tutte le illusioni, entrambe promettevano qualcosa di migliore, rispetto a quello che si ripromettevano di combattere ed eliminare; entrambe hanno fallito clamorosamente: la prima per il degrado e l’appiattimento culturale e morale che ha generato, la seconda perché ha eliminato solo la superficie del malaffare, non le radici, consentendogli, araba fenice del XXI secolo, di rifiorire più florido ed arrogante di prima.
Pensateci bene: venti anni fa, finiva un’epoca (la cosiddetta 1^ Repubblica) con le mani in mezzo ai quattrini; oggi ne finisce un’altra (anch’essa “cosiddetta”) sempre con le mani in mezzo ai quattrini. Abbiamo perso venti anni! 
Ma, questo, sarebbe il minimo in confronto alle valanghe di cazzate con cui siamo stati sommersi, alle legioni di portatori d’acqua fatti assurgere ai più alti scranni istituzionali, allo sterminato sottobosco che ne era l’humus di cultura, insaziabile nella sua voracità.
Mi direte che, anche nella 1^ non è che le cose andassero meglio e, forse, è vero pur con tanti distinguo; però, la cosa non era così sfacciata, non traspariva tanta arroganza, si può quasi dire che c’era stile; erano sì tutti ladri ma apparivano come degli Arsène Lupin e non come dei borgatari ignoranti e famelici.
Ci fottevano allora come ora ma sapevano discutere senza alzare alcun dito; conoscevano altre parole oltre a vaffa; sapevano prenderci in giro senza salire su i predellini o senza ricorrere a riti esoterici o pozioni magiche; avevano un guardaroba con qualcosa in più oltre le canottiere; facevano i puttanieri senza sputtanarsi; andavano in giro per il mondo senza essere spernacchiati; avevano o ci facevano credere di avere una Idea politica per la quale valesse la pena battersi; e così via....
Ora, Idee non ce ne sono più e quelle che vengono millantate per tali sembrano uscite dall’ultima edizione de “Il corrierino dei piccoli”; ora siamo condannati a sperperare somme enormi per consentire le porcate più porche non a favore dei cosiddetti “partiti” ma di pochi intimi, più o meno “magici”; ora, il futuro del nostro Paese è nelle mani di “capi” che vivono nella totale “insaputa”, tanti “Alice nel paese delle meraviglie”, che preferiscono passare come degli ingenui (eufemismo) piuttosto che ammettere il loro menefreghistico lassismo.
Se questo è il prezzo che si deve pagare per avere una Democrazia, allora.....aridatece er Puzzone!!!
 Un abbraccio a Tutti,
Ettore.

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