sabato 7 settembre 2013

Sempre peggio


A mio modesto avviso, due sono le vere considerazioni da fare al termine del G20 di San Pietroburgo: una a valenza geopolitica; l’altra, tristemente nostrana.
La prima concerne la caduta libera del peso specifico degli Stati Uniti sulla scena mondiale. Che io ricordi, è la prima volta che un Presidente americano viene, per così dire, “glissato” sia dai Suoi concittadini sia e soprattutto da coloro che continuano a proclamarsi Suoi “leali” alleati.
A parte quel poveraccio di Hollande che cerca disperatamente di risalire la china nei sondaggi francesi (anche Sarkozy si trovava nella stessa situazione all’epoca della guerra di Libia), nessun altro degli storici partners atlantici ha avuto almeno il buon gusto di darGli una mano: chi per calcoli elettorali (Germania), chi perché bloccato dal Parlamento (Gran Bretagna), chi, Noi, non si sa bene perché.

Attenzione, io non sono un guerrafondaio, né mi piace quando si va in giro nel mondo a fare gli sceriffi “a tanto al chilo”; però, sono quasi due anni che in quella terra martoriata –un tempo crocevia di Civiltà- ci si scanna senza ritegno nell’indifferenza mondiale e, magari, dopo l’infamia dei gas sarebbe pure ora che qualcuno intervenisse. E non tiratemi fuori l’ONU che è la cosa più inutile, più costosa, più deleteria che esista; e, invocarne il “cappello”, è solo fariseismo.

La seconda considerazione riguarda l’ulteriore figura da peracottari che siamo riusciti a metter in piedi. Al termine di quel consesso mondiale, infatti, quando si sono contati i pro-Obama ed i pro-Putin, un solo Paese era inserito in tutti e due gli elenchi; e, sembra che non si sia trattato di un refuso!
Adesso io, piccolo borghese di modeste pretese, mi chiedo: ma non ci bastava già l’essere considerati come il due di briscola? Dovevamo per forza dare un’altra prova della nostra predisposizione a non finire mai una guerra, un conflitto, una disputa con colui o coloro con cui l’avevamo incominciati?

Sono secoli che diamo spettacolo di un equilibrismo di livello siderale; sono secoli che ci facciamo scudo del cavillo, dell’interpretazione dei Trattati, del “bene supremo della patria” per inguaiare quel poveraccio o quei poveracci che si erano illusi di poter contare su di Noi. Mò come la mettiamo con la Siria? Se optiamo per l’elenco obamiano, dobbiamo andare a bombardare (con cosa , poi, non lo so!); se scegliamo, invece, quello putiniano, portiamo i fiori?!

A latere delle due considerazioni, c’è ne poi una che riguarda solo noialtri. In questi mesi che hanno preceduto l’escalation internazionale, nessuno dico nessuno dei nostri cosiddetti politici ha detto una sola parola su quanto stava avvenendo a poco più di quattro ore di volo da Roma. Quasi fosse una questione che non riguardasse, che non ci dovesse riguardare.
Eppure, se non mi sbaglio, quel mare si chiamava un tempo nostrum non solo perché lo possedevamo militarmente e commercialmente ma anche perché tutto quello che avveniva sulle sue sponde ci riguardava direttamente; allora con le guerre oggi con migranti o profughi.

Ma loro, i nominati, zitti, muti; guai a fare una dichiarazione, ad esprimere una timida opinione, a dare l’impressione di sapere almeno che la Siria si affaccia sul Mediterraneo.
Ma che vogliamo pretendere: dovevano risolvere il problemi dell’IMU e dell’agibilità politica!!!

Uno sconfortato abbraccio,
Ettore

3 commenti:

  1. Oggi su "La Stampa" MASSIMO GRAMELLINI ha scritto:
    Quando al G20 sulla Siria hanno fatto la conta delle nazioni schierate con Obama e di quelle che concordavano con la posizione opposta sostenuta da Putin, un solo Paese si è ritrovato inserito in entrambi gli elenchi. Inutile scriverne il nome. Lo conoscete dai tempi della scuola, dai libri di storia dove leggevate di questo popolo di mercanti e mediatori apparentemente astutissimi che non aveva mai finito una guerra, un conflitto, un litigio per il parcheggio dalla stessa parte in cui lo aveva iniziato. La terza guerra di indipendenza, per dirne una, fu un tripudio di equilibrismi e giravolte come non se ne vedono neanche al Cirque du Soleil. Alla fine, pur perdendo tutte le battaglie, riuscimmo nell’impresa di riportare a casa il Veneto. L’imperatore francese Napoleone III commentò sprezzante: «Ah, gli italiani, ancora una sconfitta e mi avrebbero chiesto Parigi!» Dopo Caporetto e la «vittoria mutilata» che ne seguì, saltò su un dittatore smanioso di trasformarci in antichi romani. Ci trascinò in una catastrofe e non trasformò un bel nulla. La mattina di settant’anni fa, il re che da poco lo aveva fatto arrestare ricevette l’ambasciatore nazista per rassicurarlo sulla fedeltà all’alleanza con la Germania: il giorno seguente sarebbe stato l’Otto Settembre.
    Considerati i precedenti, la partita doppia sulla Siria rappresenta una bazzecola. Siamo d’accordo con Obama nel ritenere Assad un criminale di guerra e siamo d’accordo con Putin nel non volerlo bombardare. È così complicato? A me sembra di una chiarezza cristallina. Ma non faccio testo: sono un italiano.
    C'è poco da aggiungere!

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  2. Francesco Miredi8 set 2013, 07:55:00

    Queste lamentele proprio non le capisco......Obama ci è vicino ideologicamente mentre Putin è nostro amico di merende e ci fornisce il gas a prezzi stracciati, mi sembra logico che dobbiamo accontentare entrambi......A parte le battute, per la prima volta la politica di Obama mi lascia perplesso. Se le prove sull'uso delle armi chimiche sono così schiaccianti, perchè buona parte del mondo dice il contrario?... ieri hc visto in un tg una donna che sarebbe stata colpita da queste armi e francamente ho avuto l'impressione di assistere ad una rappresentazione filodrammatica di basso livello con del borotalco mal distribuito sul viso. L'ONU sarà pure un ente poco utile ma se siamo davanti ad un genocidio criminale è l'unico che ha la legittimazione, riconosciutole dai suoi membri, di intervenire.......se persino Putin ha detto che interverrà se deliberato dall'ONU perchè Obama non si adegua?. Il regime siriano è conosciuto come laico e fra i più occidentalizzati e, normalmente, le ribellioni in quelle regioni sono fomentate da integralisti islamici...... da cosa nasce questa presa di posizione ferma degli iraniani a favore del regime e contro l'intervento americano?.
    Francesco

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  3. In tutti gli stati arabi in cui e'sbocciata
    la "primavera" non mi pare che si stia meglio di prima. E poi francamente ho apprezzato la Ministra Bonino che da subito ha dichiarato che l'Italia si sarebbe mossa esclusivamente a seguito di risoluzione ONU : mi e' parsa per la prima volta una posizione netta. Se poi l'ONU non va bene allora bisogna sostituirlo oppure uscirne...... Provocazione : come mai non si vedono bandiere pacifiste in giro? Forse perché Obama e' nero allora contestarlo sarebbe razzismo? Saluti. Giovanni

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