Dal
profondo del mio animo risalgono emozioni che credevo sopite, ancora sento il desiderio di
scrivere ciò che provo, ciò che sento.
Di
seguito, il risultato di questo effimero ritorno al passato.
La
prima poesia rappresenta un abbraccio tra l'umano, che una volta tanto non distrugge, e la natura vista come madre e
non come matrigna.
La
seconda è un severo esame sul contenuto della rete gettata nel mare della vita,
gettata al mattino della giovinezza e ritirata in secco alla sera della
vecchiaia.
La
terza è opera di Teo, quindi non so dirvi nulla. Leggi ancora .........
Massimo
RICCOBALDI
AMICI MIEI,
RispondiEliminaINTERVENITE, VI PREGO, PER EVITARE CHE QUESTO BELLISSIMO BLOG, OCCASIONE PIU' UNICA CHE RARA PER SENTIRCI ANCORA "UNA ACIES", DIVENTI UN BIGNAMI DELLA NOSTRA STORIA E UNO ZIBALDONE DI TEO. FORTUNATAMENTE ARRICCHITO DALLE ETTORIADI, CHE IO APPREZZO MOLTISSIMO, E DAI POST DI GIOVANNI E FRANCESCO.
COLLABORATE, E' IL MIO MESSAGGIO!
MASSIMO.
No, caro Massimo, non temere: non corriamo questo pericolo!
RispondiEliminaBastano pochi (Teo compreso) a tener viva la fiammella e, dato che siamo in territorio poetico, permettimi di chiamare a conforto il Poeta...."finché il sole risplenderà sulle sciagure umane"!!!
Un abbraccio,
Ettore.