giovedì 19 febbraio 2015

Mamma dammi cento lire....

In quel giorno di circa 70.000 anni fa, quando l’ homo sapiens decise di lasciare la natia terra dell’Africa orientale per ripopolare il mondo, ebbe luogo la prima grande migrazione. Ad essa ne seguirono moltissime altre che, nella ricerca di condizioni di vita migliori, avevano loro comun denominatore.
Riflettendo bene, le stesse “invasioni barbariche” e le colonizzazioni, si possono senz’altro inquadrare nella più vasta fenomenologia migratoria, a prescindere dal livello di violenza che esercitavano sulle popolazioni riceventi: erano delle masse di uomini che abbandonavano le terre di origine per andare a cercare fortuna, cibo e benessere in altre ed a spese degli autoctoni.
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Ettore.

2 commenti:

  1. Massimo RICCOBALDI22 feb 2015, 14:20:00

    Carissimo Ettore,
    emigrazione italiana, ieri, verso il mondo; immigrazione del mondo, oggi, verso l'Italia.
    Il motore che spingeva i nostri connazionali all'estero era il legittimo desiderio di risparmiare ai figli la miseria che i genitori avevano conosciuto fin dalla nascita. Chi scrive è originario di una terra che ha visto partire migliaia dei suoi figli verso il Sud America. Oggi il PRINCIPALE motore dell'immigrazione in Italia "via Lampedusa" e "via soglia di Gorizia (vi ricordate...) " sono le varie mafie nazionali ed estere ed i loro sporchi affari condotti sulla pelle di esseri umani schiavizzati.
    Ogni "migrante" accolto è un regalo agli schiavisti e ai loro disumani traffici.
    I nostri connazionali, arrivati in Paesi che, come giustamente tu ricordi, avevano una enorme potenzialità d' impiego in proporzione della mano d'opera disponibile, cercavano lavoro e dopo umilianti quarantene e controlli, spesso lo trovavano.
    Ai nuovi "migranti" del lavoro può anche non importare importa nulla, a loro basta vivere con il supporto che il nostro Stato generosamente elargisce, integrato dall' assistenza medica, vitto, alloggio e vestiario. La speranza di potersi ricollegare con il resto della famiglia, inoltre, non è certo remota. Se poi arriva anche un lavoro, meglio...
    Ho parlato di un "motore mafioso" alla base di questo preoccupante fenomeno; oggi, forse, il motore è da ricercarsi nel tentativo di destabilizzare l'Europa con una immigrazione di massa contando proprio sulla incapacità europea di controllare il fenomeno. A chi possa giovare questa situazione non è difficile capirlo.
    Un abbraccione,
    MASSIMO.

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  2. Io credo che, come al solito, le situazioni che potrebbero essere risolte al nascere vengono fatte incancrenire. Di conseguenza portano all’assuefazione e divengono difficilissime, se non impossibili, da risolvere. E questo grazie anche al contributo di tanti, se non tutti. Ci ricordiamo negli anni 80 i primi “vo cumprà” che passavano lungo le spiagge? Erano una novità ed in tanti la trovavano piacevole tanto da allacciare relazioni amichevoli che si ripetevano negli anni. E poi è proseguito anche per i prezzi e le merci somiglianti alle griff. E siamo arrivati alla situazione di oggi nella quale ci troviamo invasi ovunque e non solo nelle spiagge.
    Stamane mentre aspettavo il mio turno in ospedale , due vicini più anziani parlavano del loro passato di emigranti in Paraguay. E lo confrontavano con quello di cui parliamo : nessuno li ospitava o li alimentava. Figuriamoci le sigarette o addirittura le telefonate a casa. Il loro era un discorso pacato ed esaminavano solo le differenze senza inveire…. e forse era ancora più doloroso.
    Io stesso nel passato ho posto alla vostra attenzione il documento di viaggio di mio nonno che raggiungeva l’America sul Conte Rosso dopo aver messo “a verbale” sul giornale di bordo la destinazione, l’indirizzo , chi garantiva per lui , il lavoro futuro e quanti soldi aveva. E questo prima della quarantena a Ellys Island ( che poi è anche il nome del sito ove si possono trovare le informazioni degli emigranti in USA).
    Come dicevano i miei compagni di stamane a questo punto c’è poco da fare e,, come dice Ettore, non si sa nemmeno chi lo dovrebbe e, soprattutto, potrebbe fare. Mala tempora currunt. Saluti. Giovanni

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