
Il cane, si sa, è il migliore amico dell’uomo e, forse proprio per questo, riesce a sopportarne le angherie ma anche ad acquisirne le abitudini, tra le quali spicca quella di crearsi un ambiente confortevole ed atto alle proprie esigenze, all’interno del quale starsene tranquillo a farsi gli affari propri.
Un simile atteggiamento si acuisce in ragione proporzionale all’età, nel senso che più gli anni passano e più si diventa gelosi del proprio habitat, fatto di piccole cose, di gradevoli rumori, di odori familiari; si tende, insomma, a trasformarsi in pantofolai!
Anche Sturm aveva subito questa metamorfosi e ne andava anche giustamente orgoglioso.
Dovete sapere, infatti, che Sturm è un magnifico esemplare di “pastore tedesco” tanto imponente e terrificante nell’aspetto (da cui il nome) quanto pacioccone nei comportamenti; si guadagna il pane o meglio i croccantini come “allarme vivente” (con licenza di attacco e mozzico) in uno dei garage della Capitale, dove sono usi sistemare i loro macchinoni quelli dal portafoglio gonfio.
Tra costoro, c’è anche Uno di Noi (noto per le sue disponibilità finanziarie a diversi zeri) il quale si reca quasi giornalmente nel garage per prendere il suo macchinone, il cui controvalore costituirebbe un apprezzabile contributo per la lotta alla fame nel mondo; Sturm lo conosce, lo lascia passare girando il capoccione dall’altra parte, forse per non trovarsi invischiato nella scia di olezzo artiglieresco che lo segue.
Qualche giorno fa, il Nostro si era recato nel garage per cimentarsi in un’operazione quasi temeraria: rimettere in moto la sua motocicletta (anch’essa di valore off shore) per poi andarsi a fare un giro nel quartiere a far crepare d’invidia la metà degli abitanti.
Tutto acchittato da meccanico (tuta, scarpe, pedalini, guanti, cacciavite, il tutto rigorosamente firmato) inizia il cimento; svita le prime due viti, poi scollega un tubo flessibile, poi, arrivato alla corona, chiama il guardiano perché lì c’è da sporcarsi e, si sa, questo non è scritto in nessuna libretta.
Dopo infruttuosi e sporcanti tentativi, il guardiano, trucido nell’aspetto ma abbastanza limitato nel cervello, propone di prendere un trapano per vedere di risolvere il problema; detto fatto, prendono l’attrezzo e, come invasati dalla furia realizzatrice, decidono di asservirlo ad un compressore per alterarne la potenza: un po’ come quando si “abarthizzava” la 500!
Il rumore assordante che ne venne fuori non doveva rientrare nel novero di quelli cui si erano assuefatte le fini orecchie di Sturm, il quale, senza pensarci due volte, scatta come una molla dal suo torpore, corre come un ossesso verso l’origine molesta e, non riuscendo ad individuarne la provenienza, azzanna la prima cosa che gli si para a tiro: la chiappa destra del Nostro!
Non Vi dico la scena: urla, corsa al Pronto Soccorso, rifiuto di farsi massaggiare la “parte lesa” perfino da un’avvenente infermiera, punture anti rabbia; litri di disinfettante; fasciatura totale con pertuso centrale.
Ora, il Nostro è prono su uno dei suoi principeschi divani che sfoglia il catalogo delle librette per trovare quella che disciplini l’evento di cui è stato vittima; Sturm è tornato tranquillo, anche se non è ancora riuscito a realizzare come un rumore molesto sia associabile ad un olezzo artiglieresco: gli stanno portando un confratello-fante per spiegarglielo!
Ciao a tutti,
U.d.B
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