sabato 22 ottobre 2011

Viva il Capo!!!


“Il Capo se ne va, evviva il Capo!”

La parafrasi della nota formula con la quale si annunciava la dipartita del Re e si proclamava il Successore, forse non sarà delle più azzeccate ma, a mio avviso, rende l’idea di un cambiamento che interessa un’Istituzione abbastanza complessa dello Stato.
E’ stato da poco nominato, infatti, il nuovo Capo di SME nella persona di Ufficiale Generale estremamente giovane (non anagraficamente ma, per quel livello, sì) che sicuramente possiede molti dei meriti che sono richiesti (o sarebbero indispensabili) per ricoprire quella carica che, non dimentichiamolo, è la prima della Forza Armata e da cui discende il destino stesso della medesima
La Storia (specie quella italiana) è piena zeppa di nomine di Vertice fatte più per ragioni politiche che per salvaguardare e garantire la funzionalità e l’efficienza dell’Organismo cui quelle stesse nomine si riferiscono.
Non so cosa avviene negli altri Apparati dello Stato e, tutto sommato, potrebbe anche non interessarmi più di tanto; mi interessa invece e molto quello che avviene nell’ambito della Difesa e, in particolare, nell’Esercito.
Premesso che NON ne faccio una questione di “uomo” (che conosco solo di sfuggita), mi domando: stabilito che la “materia prima” disponibile non è che consentisse chissà quali alchimie, è possibile che tra gli altri 19 (diciannove) parigrado non ce ne fosse stato uno con pari capacità ma più anziano?!
Che ci piaccia o no, il criterio dell’anzianità è stato seguito sempre; che io ricordi, solo nel recente passato fu la scelta fu determinata dai molti anni di servizio che l’Ufficiale aveva ancora davanti a sé, a garanzia di una “continuità gestionale” sicuramente benefica: già, in teoria, visti i risultati!

Tornando all’attualità, si sono bellamente scavalcati 6 (sei) Corsi d’Accademia, così certificando che i Generali di Corpo d’Armata di quei Corsi, in pratica, non servono ad un.... !
Ma il problema non sta solo in questa anomalia procedurale; secondo me, il pericolo peggiore che corre la FA è rappresentato da una specie di “balcanizzazione” che non potrà certo rappresentarne la prospettiva più incoraggiante.
A meno che non adotti i metodi di quel suo predecessore, infatti, ritengo che il nuovo Capo di SME avrà delle probabili, serie difficoltà ad imporre la sua visione strategica (sic!) ad un insieme di pares, doppiamente imbufaliti: per non essere al suo posto e per essere stati scavalcati da un iper-cappellone.
Voi che ne dite?!
Ciao a tutti,
Ettore.

8 commenti:

  1. Carlo Minchiotti22 ott 2011, 16:52:00

    Innanzitutto il mio pensiero va al nostro magnifico Capo Corso.
    Tessere le lodi di un Amico, di un Professionista,di un Generale che avrebbe fatto benissimo in questo come in altri Incarichi , sarebbe scontato, anche se mai , per carattere e per dignità, Carlo Gibellino lo
    consentirebbe. Credo che oggi si possa solo dire che tutto il 150° ha fatto e fa il " tifo " per Lui, stimandolo e volendogli bene, come non mai; è assai poco ma di più non credo che noi possiamo fare.
    La scelta del "giovane" Ca.SM appartiene alla responsabilità del Governo. Aver cambiato le "regole" , non significa per forza aver sbagliato. In un momento di grave crisi economica, in un contesto di difficili relazioni internazionali, in una cornice di non chiaro sviluppo della struttura che Gli è stata affidata, la richiesta di conduzione di uno strumento complesso e determinante per lo sviluppo della nostra politica estera deve avere, per forza di cose, una connotazione di intrinseca quanto opportuna fiducia tra gli " attori " . E l' attuale Ca. SM fa parte di quella nuova generazione di Ufficiali che si è ben spesa in Italia ed all' Estero in campi delicati, in complesse ed eccellenti compagini internazionali, portando alto il nome dell' Italia.
    Non conosco il Gen. Graziano, ma , al pari di Carlo, ho apprezzato ed apprezzo le qualità dei tanti esclusi, Ufficiali di alto livello, tutti con validissimi requisiti.Ad essi deve andare l' augurio che sappiano discernere tra la necessità di assicurare una Guida all' Esercito e... il guardare in modo torvo il loro Capo, pure da molti paventato.Credo che la marcia in più che li contraddistingue serva loro per assicurare alla F. A. ed all' Italia un servizio di alto profilo per tutti gli anni che li separano dal congedo.
    Un abbraccio a Tutti
    Carlo Minchiotti

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  2. Io, caro Ettore, sono perfettamente d'accordo con te. Saltare a piè pari tanti colleghi qualificati e "blasonati", significa essere in possesso di qualità veramente straordinarie ed
    eccezionali. Non so se il nuovo Capo di SME, ne
    sia in possesso. Lo spero per lui. Per quanto mi riguarda avrei visto molto bene nell'incarico il nostro Carlo Gibellino, e non solo per uno scontato "campanilismo" di corso,
    ma anche e soprattutto perchè sono fermamente convinto che personalità dotate di competenza, correttezza e signorilità come Lui ne esistano
    veramente poche. Credo, comunque che le nomine ad incarichi come quello in argomento risentano prevalentemente di pressioni politiche e che un gran Signore come il nostro Capo Corso non sia mai stato troppo disponibile ad interventi di questo tipo. Ciò, a mio modesto avviso, non fa che accrescere la considerazione e la stima che io e, ne sono convinto, tutti noi, abbiamo in lui. Un caro saluto. Carlo MORI

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  3. Il giorno in cui è stato nominato il nuovo Capo di SM dell'Esercito ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Carlo Minchiotti e Pierluigi Genta. Ancor prima che la notizia fosse diffusa si commentavano i gossip del Palazzo secondo i quali l'eventuale nomina di Graziano era legata non solo alle indubbie qualità del soggetto ma soprattutto ad una incompatibilità caratteriale con il Ministro della Difesa.
    Per quanto mi è dato di sapere il nuovo Capo ricorda nei modi un suo predecessore di fine anni novanta, anche lui con la penna sul cappello.
    Aspetto con ansia di vedere le reazioni di tutti i generali più anziani che, se non fossero allineati con questa nomina o con le idee del nuovo capo, avrebbero un solo modo per manifestarlo: dare le dimissioni.
    Penso però che così come avvenne il giorno delle dimissioni del Generale Canino dalla carica di Capo di SM in seguito alle vicende De Rosa, nessuno farà un passo indietro anzi, due minuto dopo il cappello con i gradi era già pronto sul capo del successore. Carlo Maria Magnani

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  4. Questo, caro Carlo Maria, per il semplice motivo
    che, sostanzialmente,ne sono profondamente convinto, noi militari non contiamo un gran che , anzi, a certi livelli, il "mors tua vita mea" impera! E non ci sono nemmeno "larvate" difese corporative come in altre categorie!
    Un abbraccio. Carlo MORI

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  5. Pierfranco Faedda25 ott 2011, 23:50:00

    Tanto tuonò che piovve (di nuovo). Già da qualche tempo leggevo sui nostri media che il Ministro della Difesa voleva a tutti i costi promuovere a Capo di SME il più giovane Generale di C.A., sconvolgendo così il criterio di anzianità, sin qui sempre rispettato. Agli occhi dei più (sia politici che militari) il merito maggiore (rispetto agli altri candidati) del Generale di C.A. Claudio Graziano sembra quello di essere stato il Capo di Gabinetto del Ministro La Russa. Inoltre questa scelta appare (sempre ai più) un ricorso.... storico, in quanto il nostro cappellone Giorgio Abrate, anch'egli ex Capo di Gabinetto di La Russa, era stato nominato Capo di SMD, per esclusivo volere del Ministro.
    Dal mio modesto punto di vista credo che questa scelta potrebbe essere considerata valida se il successore del Generale Valotto (credo che assuma l'incarico il 6 dicembre prossimo) fosse unanimemente e in assoluto considerato il più bravo, il più illuminato, il più capace, il più intelligente, il più bello, il più …. chi più ne ha più ne metta … Niente di tutto questo! Il Generale Graziano ha un solo “vantaggio” rispetto ai 19 pari grado: può garantire un mandato più lungo e di conseguenza una (teorica) maggiore stabilità, a patto che riesca a governare 19 pari grado tutti più anziani o che questi si dimettano tutti. Ma se questo è il principio che stravolge i criteri delle nomine, Dio ci aiuti. Infatti così facendo non è più importante chi viene nominato, non è più importante se è l’uomo giusto o il migliore … l’unico aspetto importante è che assicuri stabilità. Non importa che il suo operato sia positivo o negativo, diventa premiante solo il fatto che comunque possa lavorare per un periodo di tempo più lungo.
    Questa scelta di nominare il “meno nominabile” vuole apparire innovativa, ma in realtà a me sembra essere la solita vecchia ingerenza del mondo politico. Questa scelta che ha come devastante conseguenza fare piazza pulita di tutto ciò che lo precede, è semplicemente una scelta sbagliata; se ci guardiamo negli occhi e ci parliamo francamente non ci sfiora il dubbio che il vero ed unico criterio premiante sia la vicinanza al Ministro? E che questa vicinanza diventa a sua volta premiante rispetto alle caratteristiche militari dei candidati?
    E' evidente che anche io faccio il “tifo” per Carlo, ma anche per Gigi e non solo per amore del nostro corso! Ma avrei visto bene anche la scelta di Rocco Panunzi o di Mario Roggio. Tutti questi meravigliosi esempi di colleghi garantiscono un profilo altissimo e la continuità logica del criterio di anzianità.

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  6. Cari Signori,
    i 19 Generali più anziani dopo tanti annunci si piegheranno al "dio denaro e potere".
    Non ci sono più gli uomini MILITARI di onore di una volta.
    NON SI DIMETTERANNO MAI!
    Siete come la casta e forse anche peggio.
    UN INDIGNATOS

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  7. Ma Lei crede di essere migliore di coloro che accusa? Non ha neanche le palle per firmare il Suo commento e si permette di esprimere giudizi.Ma mi faccia il piacere!

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  8. Egregio "anonimo",
    mi rende pieno d'orgoglio che ci sia qualcuno che si "indigni" anche per le questioni militari: che sia un segnale che il Paese, finalmente, si accorge che ha delle Forze Armate?!
    Mi fa meno piacere, però, che questa "indignazione" poggi solo su malcelata avversione, quando non odio.
    Io non so chi sia Lei, dato che non ha avuto la dignità (non parliamo di "palle", perché forse sarebbe troppo immaginarle attaccate a gente come Lei) di farsi conoscere; però Le chiedo: ma chi è Lei per parlare di "MILITARI d'onore di una volta"? che ne sa Lei di ONORE? che ci azzecca "dio denaro e potere" in una categoria che non ha né l'uno né l'altro? non è che ha scritto il primo slogan che Le e venuto in mente, tra i tanti di cui Vi riempite la bocca? perché i 19 Generali "esclusi" dovrebbero dimettersi?
    Vede, caro signor (sic!) "anonimo", se Lei avesse avuto, non dico tanta ma almeno un grammo di dimestichezza praticata con l'Onore, saprebbe che il termine è inscidibile da un altro concetto "astratto" che regola i comportamenti di ogni Militare di ogni grado: la disciplina.
    I Militari, a differenza di voi anonimi, oltre a non nascondersi, sanno che le decisioni, una volta prese, vanno rispettate; i malcontenti, le delusioni, ancorché legittimi, passano in secondo ordine, rispetto alla funzione, al livello decisionale che ciascuno occupa.
    E, maggiore è il livello, maggiore è il senso della responsabilità e del DOVERE che impone di anteporre il bene dell'Istituzione alle aspettative personali.
    Se mi consente una citazione (che Le riporto in lingua originale, dato che Voi "indignati" siete tutti acculturati), caro il mio "anonimo", per un Miltare è sempre e più che mai di attualità: "right or wrong, is my country".
    Nella credo vana illusione di averLe aperto gli occhi, un caro saluto,
    Ettore.

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